Per arrivarci in modo economico non è semplicissimo. Ci sono delle barche mercantili che partono dalle Filippine, ma a meno che non ci si trova già lì, non ci sono molte alternative più convenienti. Il sito Find a crew, potrebbe aiutarvi a rimediare un passaggio in barca a vela. Io partii da Bangkok, un volo atroce al prezzo di 410 euro, atterrai al Koror Int. airport dopo 20 ore di volo.
Era mattina, e come uscito dall’aeroporto invece di prendere un taxi mi diressi sulla strada principale e presi un passaggio da un camion che trasportava frutta, direzione Koror. L’isola di Koror è il centro del paese, come dicono loro “Where everything happens”. Mi dirigo alla ricerca di un ostello. Il Lehn’s guesthouse aveva una stanza a 22$ a notte, ma come arrivo mi dicono che quell’ala era in fase di ristrutturazione e così la camera disponibile più economica saliva a 50$, troppo per il mio budget. Giro altre guesthouse ma Lehn’s rimaneva la più economica. Decido di fare di nuovo autostop e dirigermi sull’isola di Malakal, ( le tre isole principali: Airai, Koror e Malakal, sono tutte connesse da un ponte), lì sapevo che avrei trovato qualche bella spiaggetta e avrei tentato di passare lì la notte in amaca.
Durante il passaggio per raggiungere Malakal, parlando con Mark il ragazzo che mi stava dando il passaggio, vengo a sapere che tutte le spiagge erano private, mi faccio lasciare ugualmente a quella dove avevo intenzioni di dirigermi al Riptide Beach. Spiaggia piccola e carina. Come arrivo un signore mi dice che dovevo pagare 10$ per entrare, ma dopo un paio di chiacchiere riesco ad accordarmi che non avrei pagato l’entrata, ma avrei mangiato al suo ristorante, situato proprio sulla spiaggia, lui accetta, “the deal was done”. Mi sistemo sulla spiaggia, la sabbia era soffice, l’acqua cristallina, è stato un attimo a mettermi in costume e via in acqua. Il ristorante una vera rivelazione. Per 10$ mi hanno servito un piatto stracolmo di patatine fritte e due fantastiche bistecche di tonno, è stata la mia scelta per tutta la mia permanenza a Palau.
La giornata scorreva bene, ma non avevo ancora risolto per la notte, alla fine optai per affittarmi una macchina. L’avrei usata per girare le tre isole, per dormirci o almeno posare lo zaino durante la notte e piazzare la mia amaca fuori e poi era l’opzione più economica, 35$ al giorno. Nel tardo pomeriggio presi la macchina e mi diressi sull’isola di Arai.
Su Mapsme avevo scovato un posticino sulla punta più estrema, da lì il tramonto doveva essere spettacolare e così fù, inoltre c’era anche una copertura in legno ed un barbeque. In giro per le tre isole si possono facilmente trovare posti del genere, usualmente usati dai locali per passare la giornata in famiglia, con tutte le comodità per un pic-nic, ogni sera ne sceglievo uno diverso, qualche volta riuscivo ad appendere la mia amaca, ma visto che di sera spesso e volentieri faceva due gocce, ho passato la maggior parte delle notti in macchina.
Durante il mio soggiorno sono andato a visitare la spiaggia al Nord dell’isola di Airai, al Barefoot beach rentals. La spiaggia è privata, bisogna pagare 10$ e sono compresi tutti i servizi dell’hotel. Per arrivare in spiaggia bisogna fare una camminata di 100 metri e solo questo vale la pena di pagare l’entrata. La spiaggia è bellissima, l’acqua incredibilmente fantastica, ci sono amache appese ovunque, un buon servizio ristorante ( anche se un po’ caro, io optai per il pranzo al sacco ), tanta natura tutt’intorno e tanta tranquillità. Poi visitai le cascate di Ngardmau, sempre nell’isola di Airai. Per arrivarci bisogna fare un sentiero, molto più bello delle cascate stesse, quest’ultime non sono le cascate dei sogni, ma vale sicuramente trascorrere una mezza giornata tra la natura intervallata da un bagno rinfrescante. Poi sono stato alla scoperta dell’entroterra dell’isola più grande e devo dire che ho visto dei paesaggi bellissimi, la strada sembrava essere stata divorata dalla natura. Di tour da fare ce ne erano parecchi, tra i più turistici c’era la visita alle Rock Islands ed il Jellyfish lake, entrambe molto care.
La sera non c’era molto da fare, ma lo Yacht club serviva birra ad un prezzo accettabile e poi si facevano sempre incontri interessanti. La prima volta ci andai di mattina per vedere se la fortuna era dalla mia parte e trovare una barca che mi portasse alla mia prossima destinazione, la Micronesia. Una era disponibile, avevo parlato con il capitano e mi aveva detto che non c’erano problemi, ma sarebbero partiti fra 2 settimane, non avrei potuto aspettare così tanto a Palau. Anche di sera ci andavo spesso, avevo conosciuta una ragazza che faceva la guida per delle immersioni alle Rock islands, mi avrebbe fatto un prezzo incredibile, ma purtroppo arrivò troppo tardi, non si può volare ed immergersi a meno di 24 ore di distanza e così il giorno dopo mi rimisi in marcia.
PROSSIMA DESTINAZIONE:
Per raggiungere la Micronesia. La Micronesia è composta da 4 isole principali: Yap, Chuuk, Kosrae e Ponphei. In barca da Palau si trovano facilmente passaggi per queste isole, anche se poi per continuare ci saranno problemi più grandi, in quanto la maggior parte delle barche non proseguono, ma tornano a Palau, a meno che non si è fortunati a trovare un passaggio in barca a vela. C’è solo una compagnia aerea che da Palau parte per le altre isole ed è la United Airlines, prezzi assurdi, vidi il Koror-Pohnpei e costava intorno alle 700 euro, in più alla partenza volevano vedere il biglietto d’uscita dalla Micronesia e l’Esta il visto Americano, in quanto c’era da fare uno scalo a Guam, isola Americana. Stavolta mi arresi, pagai il biglietto aereo e con 711 euro raggiunsi Ponphei.
post a comment
Devi essere connesso per inviare un commento.

