Top
  >  città   >  COPENAGHEN

Sicuramente tornerò a visitare la Danimarca, per stavolta mi sono accontentato di un paio di giorni per visitare la capitale.
L’aeroporto è ottimamente collegato con la città con treni e bus ad ogni orario. Arrivo al Copenaghen Down Town Hostel verso mezzogiorno, 21 euro a notte per un letto in un dormitorio da 12 posti, molto ben pulito e ben organizzato. Avevo voglia di sfruttare a pieno il mio tempo, così come posato il mio piccolo zaino mi incammino verso i siti più interessanti della città. Prima sono andato a visitare il Palazzo Amalienborg, residenza ufficiale del Sovrano di Danimarca costruito nel XVIII secolo. Poi il Castello di Rosenborg, con i suoi stupendi giardini rinascimentali, e visto che faceva 27 gradi ed era aperto al pubblico, ne ho approfittato per una bella passeggiata ed un mini riposino sdraiandomi sull’erba a petto nudo, ed non ero l’unico. Continuando la mia camminata ho visitato il Palazzo di Christiansborg, situato sull’isoletta di Slotsholmen nel centro storico della capitale, oggi sede del Parlamento danese e poi come non passeggiare nella strada pedonale più lunga d’Europa, la Stroget street, pieno di negozi, bar e punti di ristoro. Era già un pezzo che camminavo, così mi sono fermato a mangiare un kebab in una via parallela della Stroget, ben 12 euro, 15 con bibita, vabbè che era buono, però un po carino…. d’altronde lo sapevo che Copenaghen era un po cara come città.
Con la pancia bella piena, anche perchè il kebab era di notevoli dimensioni, mi sono diretto a visitare il monumento “simbolo” della città, ossia la scultura di Edvard Eriksen, che rappresenta una sirena, proprio quella descritta dalla fiaba di Christian Andersen, La Sirenetta. Tutt’intorno c’erano centinaia di persone per farsi una foto vicino alla famosa statua, il 90% erano cinesi che combattevano tra di loro per salire sulla piccola roccia dove la statua era appoggiata, non ce l’ho fatta, sono fuggito da quell’orribile vista, ma la storia, e le brutte vicissitudini che la Sirenetta ha dovuto affrontare durante la sua “vita” consiglio di leggerle, sono più che interessanti. Ma quello che più mi è piaciuto, non era tanto visitare questi bei posti, ma camminare alla rinfusa tra cattedrali, parchi, piazze adornate da bellissime fontane, poi ho raggiunto l’apice arrivando a Nyhavn, ossia un quartiere ai lati di un canale artificiale. Per dirla tutta non è che stavo ammirando qualcosa di eccezionale, ma quella vista, nel mio immaginario mi diceva di essere a Copenaghen, era così che me l’ero sempre immaginata. Ai lati del canale, che era pieno di piccole barchette, c’erano una sfilza di case, una attaccata all’altra ed ognuna di colore differente, dai colori più accesi, ecco quell’immagine per me rappresentava Copenaghen.
Non me ne ero neanche accorto ma si erano fatte le 10 di sera, c’era ancora la luce del giorno e le ore erano passate così velocemente. Decido di rientrare dalle parti dell’ostello, avevo già visto che c’erano posticini che potevano essere un po economici ed infatti ne ho trovato uno che per 16 euro mi ha preparato un gigantesco hamburger con una bella birra. Mentre stavo finendo di mangiare entrano anche 2 ragazzi che stavano nel mio stesso dormitorio, ho aspettato che anche loro finissero, e poi ce ne siamo andati tutti e tre in un pub a continuare la serata. Tra una birra e una chiacchiera si erano le fatte le due del mattino e fuori c’era ancora la luce del giorno, ma stanco della lunga giornata sono rientrato all’ostello.
La mattina seguente mi sono svegliato molto tardi, verso mezzogiorno, e mi sono diretto a Cristiania, diciamo un quartiere alternativo. Mi faccio una bella camminata seguendo la riva del fiume, poi una volta attraversato un ponte automatico, ho notato che i d’intorni cambiavano, diciamo solo che il tutto era meno curato. Chiedo informazione per dove fosse ad un gruppo di ragazzi, e mi dicono di andare sempre dritto, dopo 5 minuti mi accorsi che ero arrivato. Sembrava veramente un quartiere al di fuori di tutto quello che avevo visto il giorno prima. Tutti con cannoni in mano e chi non stava fumando ne stava rullando uno, bancarelle che ne vendevano di ogni genere e di diverse provenienze, il tutto sembrava legale, almeno in quel quartiere. C’erano baretti, piccoli punti di ristoro e gruppetti di artesani che formavano un piccolo mercatino. Poi un grande bar in una piazzetta centrale a quell’ora già strapieno di gente, e nelle vicinanze un palco dove presto un concerto sarebbe cominciato. Mi siedo su una delle panche del bar ed ordino una birra ed un panino, i prezzi erano leggermente inferiori al centro città. Alle 19 inizia il concerto, tutta la piazza e i d’intorni si erano riempiti di gente, ogni mezz’ora cambiava il gruppo, fino a che quando è salita una cantante tutti si sono messi ad applaudire, probabilmente sarà stata una cantante famosa pensai, infatti lo era, ma in Danimarca, la musica era bellissima, ma cantando in danese non ho capito neanche una parola, ma la melodia era fica, anche perchè erano più di 6 ore che ero lì ed ero bello andato. Infatti verso le 22 decido di rientrare all’ostello e vi giuro che ho raggiunto il letto con l’ultimo passo che avevo a disposizione. Il giorno seguente mi sono di nuovo rimesso in marcia per la meta successiva, ma con la promessa di tornare a visitare questo paese che mi ha regalato due fantastiche giornate.

post a comment