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L’aereo che presi per raggiungerlo partiva da Kiribati e faceva scalo a Majuro. Quando salii incontrai Vladi, lui era rimasto solo un giorno a Kiribati. Ci siamo seduti vicini, anche perché l’aereo era completamente vuoto, una mezza dozzina di persone al massimo. Io avevo prenotato il Menen hotel, l’unico hotel che mi aveva inviato la lettera d’invito obbligatoria per richiedere il visto, costava 160 AUD a notte ( 100 euro ), Vladi che lo richiese con largo anticipo, era riuscito a trovare un privato che lo avrebbe ospitato per 80 AUD a notte. Quando arrivammo a Nauru lui incontrò Matthew il proprietario di casa, ed io gli chiesi se aveva un’altra stanza per me, mi disse di sì, così “pisciai” al Menen hotel ( avevo solo fatto la prenotazione senza nessun numero di carta o altro che mi poteva far cadere in penali ) e andai con Vladi. La casa era vicina all’aeroporto, stanza comoda e pulita, sua moglie Trisha molto ospitale e disponibile ad ogni suggerimento.

 

CONSIGLIO X IL VISTO:
Dall’aeroporto di Majuro non mi chiesero se avevo il visto per Nauru, quindi partii tranquillamente. Arrivato alla dogana di Nauru venni a sapere che, vista la grande difficoltà per ottenere il visto, in molti si presentano senza, in quel punto le conseguenze sono 2.
1) Il doganiere ti fa passare tranquillamente pagando lo stesso prezzo della normale richiesta, ossia quanto pagai io e questo capita il 50% delle volte.
2) Vieni accompagnato dal funzionario doganale, il quale o decide di rimandarti indietro il giorno successivo, o ti fanno rimanere pagando sia il costo del visto che una penale.
A saperlo prima io avrei rischiato.

 

La maggior parte della gente rimane qui solo per una o due notti almeno così ci disse Matthew. Io sarei rimasto 3 notti e sinceramente sono stati troppi. Arrivammo che era quasi sera e poco dopo andammo a dormire. Il giorno seguente ci svegliammo presto, la colazione era già pronta sul tavolo, il tempo di prepararsi ed alle 8 eravamo già in strada. Decidemmo di percorrere l’unica strada che c’è, la quale fa l’intero giro dell’isola 19 km. di cammino. La giornata era perfetta, leggermente nuvolosa e non faceva molto caldo. La strada si prolungava lungo la costa, potevamo ammirare le spiagge del paese e devo dire che erano molto deludenti, molto sporche e rocciose, l’acqua era abbastanza limpida, ma rocce ovunque e con la bassa marea era impossibile farsi un bagno. La strada era semi-deserta, giusto il passaggio di una macchina ogni tanto, camminando ho anche visto il Menen Hotel e fui stato felice di non esserci andato.

Dopo un pò che camminavamo raggiungiamo la Cappelle a quanto avevamo sentito era la spiaggia più bella del paese, niente di speciale e poi c’era ancora la bassa marea, ma cominciavamo ad accusare il caldo, così ci siamo fermati per un bagno. Nelle vicinanze c’era un take away e ne abbiamo approfittato per un fish e chips a 10 AUD. A stomaco pieno ci siamo rimessi in marcia. Il paesaggio era quasi sempre lo stesso, la costa sempre più rocciosa, dopo un pò, senza neanche accorgersi eravamo di nuovo nelle vicinanze dell’aeroporto. Ci siamo fermati in una spiaggetta minuscola, orribile, ma almeno c’era l’alta marea ed è stato possibile fare un bagno come si deve. Per tornare al punto di partenza potevamo tagliare per l’aeroporto, ossia, quando non partono aerei si può camminare direttamente sulla pista di atterraggio ed evitare un paio di km. ma noi abbiamo preferito finire il giro per intero, potendo così dire che, in mezza giornata avevamo camminato tutt’intorno ad un intero stato..:)
Quando alle 17 siamo rientrati, Matthew ci stava aspettando per portarci in un posto non molto distante da casa sua, dove, tramite un percorso, si arrivava su di un’altura dove c’era un grande cannone Giapponese della seconda guerra mondiale. Non ci fece fare il percorso semplice e diretto, ma il Boma Trail, così chiamato in quanto lungo il cammino si trovavano i resti di un aeroplano che si era schiantato durante la guerra, l’aeroplano in questione era appunto un Boma. E’ stata la cosa più divertente che abbiamo fatto a Nauru. Il trail è stato corto, ma molto avventuroso. Bisognava arrampicarsi sulle rocce, scalare alberi per poi ridiscenderli, passare in mezzo a dei piccoli cunicoli dove mettevano a dura prova coloro con un pò di pancia, ogni passo era un’avventura, spesso mettendo a dura prova le proprie capacità di climber. Fitta vegetazione tutt’intorno, abbiamo anche visto delle vecchie prigioni di guerra, fino ad arrivare in cima. Una volta raggiunta ci siamo ritrovati davanti questo grande cannone a due bocche lunghe almeno 7 metri l’una, ci siamo arrampicati sopra di esso e la vista era soddisfacente, ma eravamo così soddisfatti del percorso che avevamo fatto, che sembrava che avessimo scalato una montagna.

Al ritorno abbiamo fatto il sentiero più semplice ed in 5 minuti eravamo già instrada. Matthew rientrò a casa, noi andammo a visitare l’unica laguna dell’isola, purtroppo anche questa niente di speciale. Rientrammo a casa che era già notte. Il mattino seguente feci colazione con Vladi e poi lo accompagnai all’aeroporto. Io avevo tutto il giorno a disposizione ma non c’era nient’altro da fare. Mi diressi dove era considerato il centro e mangiai qualcosa in un ristorantino, dopo di che mi feci una camminata e verso le 15 rientrai da Matthew e rimasi tutto il giorno a parlare con lui e Trisha, Capii molte cose di quel paese, ma non sto qui a raccontarvele potete trovare la storia di Nauru facilmente su internet. Purtroppo internet qui è molto caro, ( 1 MB= 21 aud ) e non potei organizzarmi niente per la mia prossima destinazione. KIRIBATI.

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