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Rientrando in Europa mi dirigo a Londra. C’ero già stato parecchie volte, ma stavolta non andavo per visitare la città, ma per visitare uno dei posti più mistici al mondo e non in un giorno qualsiasi, ma il 21 Giugno il giorno del solstizio d’estate.
La Ryan air mi porta nel Regno Unito. Prendo il treno per il centro città, 21 pound (tacci loro quasi come il volo ). Una volta a Liverpool st. metro per Tottenham court road, da lì una breve camminata fino a Soho, dove avevo prenotato un letto in un dormitorio del Sohostel, 20 pound a notte. Prendo subito info alla reception per raggiungere Stonehenge il giorno successivo. Il mezzo più economico era in autobus, ma tutte le compagnie erano sold out, fortunatamente sono riuscito a trovare un posto in treno per 50 pound andata e ritorno e fidatevi se vi dico che mi ha detto bene, ho conosciuto molta gente che ha pagato 86 pound.
Quella stessa sera uscii giusto per un paio di birre, mi aspettavano due giorni da paura. Il giorno seguente mi preparo un piccolo zainetto e mi dirigo verso la Waterloo train station. Una bella camminata per la città, e, a prescindere se può piacere o no, Londra rimane sempre una città meravigliosa.
Il treno mi fa arrivare a Salisbury dopo un’ora e mezzo di viaggio, città che rimaneva a 15 km. dal sito archeologico. Era ancora presto per raggiungere il sito, erano appena le 14, così mi siedo fuori la stazione del treno a fumare una sigaretta. Non molto distante c’erano due ragazze, ho pensato che anche loro andassero a Stonehenge, così mi avvicino e glielo chiedo. Erano italiane, parlando dell’evento vengo a conoscenza che il sito avrebbe aperto alle 19:00, così ci andiamo a fare un giro per la città e dopo aver visto un paio di cattedrali ci fermiamo in un caffè dove conosciamo Isao e Marta, le due ragazze si chiamavano Atanasia e Eleonora, il gruppo si era formato, saremmo andati tutti e 5 insieme, ma prima di avviarci siamo andati in un supermercato a fare la “spesa”. Un paio di panini a testa ed: ” 1 litro di rum, 1 litro di Tequila, e 4 bottiglie di vino rosso, eravamo pronti.
Il bus costava 5 pound, ma visto che eravamo in 5 abbiamo preso un taxi per lo stesso prezzo, 5 pound a persona, il taxista ci lascia al visitor center, da lì una camminata di 2 Km. ci avrebbe fatto arrivare. Eravamo quasi arrivati quando incontriamo una signora con 2 ragazze ( le figlie ) ed un signore anziano dal look bizzarro con in mano una chitarra che intonava qualche ritornello, si chiamava Bob, si è poi rivelato un gran personaggio. Così visto che era ancora presto per entrare ci mettiamo seduti anche noi ed il party comincia.
Senza accorgersene si erano fatte le 19, così ci rimettiamo in cammino e dopo un paio di cento metri già vedevamo le mitiche pietre posizionate in modo circolare. All’entrata c’era un gran controllo, non si potevano portare grossi zaini ne tende per accamparsi, ne alcool, ma per fortuna escogitammo un modo per far entrare le nostre “risorse”.
Senza che me ne rendessi conto mi ritrovai in mezzo al cerchio, con le mani appoggiate su una delle pietre, sembrava che emanassero energia. Sapevo di trovarmi ancora una volta in un posto che aveva fatto la storia, l’epoca di queste pietre risale tra il 3.100 ed il 1600 a.c. Doveva essere un antico osservatorio astronomico, ma ci sono più tesi contrastanti al riguardo, in quanto nel 1901 le pietre vennero tirate su o raddrizzate e sistemate in una maniera più stabile, presumendo che la posizione attuale riprendesse quella di una volta. Per molti anni fù un famoso luogo di pellegrinaggio per i seguaci del Celtismo e di altre religioni neopagane.
Mancava poco al tramonto e durante l’attesa ha anche piovuto un po, cosa non molto piacevole visto che dovevamo dormire per terra, ma in cambio ci ha regalato un’arcobaleno fantastico. Poi un raggio di sole attraversò un trilite (una struttura composta da due pietre verticali sormontate da un’architrave centrale) e cadde sull’altare centrale del sito archeologico: questo “segno” celeste, permetteva una volta agli antichi di individuare il passaggio delle stagioni.
Pochi minuti prima del calar del sole, un gruppo di persone vestite da Druidi hanno fatto una cerimonia pagana all’interno del cerchio, accompagnata dal suono di tamburi, poi il tramonto. Ne ho visti tanti in vita mia, e di stupendi, ma quello fu particolare ed unico. Mi ero arrampicato su di una pietra ed ho visto il sole scomparire in mezzo a due monoliti, fu straordinario.
Il posto cominciava a riempirsi ed al centro non ci si poteva più stare, così ci spostiamo una decina di metri dall’interno del cerchio, apriamo delle bustone di plastica che avevamo comprato e ci si sediamo sopra per non bagnarci. Si stava facendo notte e già si capiva che nottata che avremmo passato… fredda. Un freddo tremendo, per fortuna mi ero portato una pesante giacca di lana, ma freddoloso come sono non era abbastanza. Il posto pian piano si stava riempendo, ogni tanto dall’interno del cerchio partivano i tamburi e noi ballavamo al loro ritmo. Un pò più fuori qualcuno si dilettava facendo ruotare bastoni luminosi al ritmo dei tamburi ed altri giocolieri di strada si esibivano nelle loro performance. Ad un certo punto mi allontano per farmi un giro dirigendomi di nuovo all’interno del cerchio, stavano tutti ammucchiati l’uno vicino all’altro e la cosa per qualche minuto era piacevole, ti riparava un po dal freddo, ao’, avessi visto una persona “sana”, tutti strafatti.
Di tanto in tanto mi recavo ad un centinaio di metri da dove si eravamo sistemati, lì alcune persone della sicurezza avevano acceso un fuoco all’interno di un calderone cilindrico, senza di esso io sarei morto dal freddo, ma oramai mancava poco, erano le 03:00 ed alle 04:52 avrei visto la prima alba dell’estate.
Con l’avvicinarsi dell’ora tanta attesa tutti si erano riversati all’interno del cerchio, io non so con che botta di culo, ma sono riuscito a risalire di nuovo sulla pietra da dove avevo visto il tramonto era uno spot fantastico. Con le prime luci del giorno realizzai di quanta gente poteva esserci, forse 8/10.000 persone, tutte rivolte verso l’orizzonte, e poi il boato, era l’alba.
Uno spettacolo straordinario, migliaia di persone con le mani al cielo che urlavano e applaudivano. Sono rimasto immobile ad ammirarla crescere tra i monoliti, era semplicemente bellissima. Poi mi sono spostato un po fuori dalla mischia ed ho continuato ad ammirare lo spettacolo della natura. Quel momento era stato tanto atteso che sembrava non finire mai. Ma mentre osservavo il sole che saliva si erano fatte le 7, e la stanchezza cominciava a farsi sentire.
Mi ritrovo con i ragazzi, abbiamo aspettato che un paio di essi si riprendessero dalla “pesante” serata e dopo aver dato l’ultimo saluto alle pietre di Stonehenge ci siamo incamminati per il ritorno.
Ero partito da Londra il giorno prima alle 09 del mattino ci sono tornato alle 13 del giorno dopo, ero non stanco, di più, ma ero consapevole di aver vissuto un’altra grande esperienza della mia vita.
Una volta salutato i miei amici rientro al Sohostel, mi sono fatto una bella doccia calda e via a letto fino a sera. Quella sera mi vidi con una ragazza che avevo conosciuto in Thailandia ed indovinate un po… festa fino alle 7 del mattino, ma questa è un’altra storia.

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