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Arrivo all’aeroporto che erano le 16. Tutto è stato semplicissimo. Ritiro al bancomat 75.000 Dram ( 1 euro=535 Dram ), esco, e proprio dall’altra parte della strada c’era il city express bus, 300 dram ed una mezz’oretta di strada mi fanno arrivare al centro di Yerevan. Avevo prenotato al Doss hostel, ma quando ci arrivo mi dicono che non avevano posto per me, cosa non molto carina da sentirsi dire, specialmente se avevo la prenotazione fatta tramite booking.com.

La ragazza alla reception si scusa e mi dice che avrebbe trovato lei un altro ostello nelle vicinanze ed allo stesso prezzo e mi prega di non scrivere nessuna recensione negativa sull’accaduto, io sorrido e preso il nuovo indirizzo da raggiungere la saluto. Il nuovo ostello si chiamava lo Star Hostel, 1800 dram a notte con colazione inclusa, vicino alla Mashtots street, una delle vie principali della capitale.

Bell’ostello devo dire, camerata pulita e spaziosa, l’unica cosa negativa, un solo bagno per gli uomini. Come poso lo zaino mi presento con i due ragazzi che erano già lì, Olivier, un ragazzo francese e William dalla Polonia. Proprio con William usciamo per andare a mangiare qualcosa insieme. Ci dirigiamo verso il centro e ci fermiamo su di un ristorantino con tipica cucina locale, non proprio dei più economici, ma visto che la vita in generale era abbastanza economica decidiamo di metterci seduti su di un bel tavolino che si affacciava sulla strada. Ottimo cibo ed ottima birra, quest’ultima costava 700 dram la 0.5, già sapevo che ad un prezzo così basso sarebbe stato dura non far festa. Prima di rientrare all’ostello passiamo al supermercato e ci prendiamo due birre a testa, qui era decisamente ancora più economica 300 dram a lattina da 0.5. Mentre se le stavamo bevendo gli effetti dell’alcool cominciavano a farsi sentire, così usciamo di nuovo alla ricerca di un pub.

Entriamo in un posticino non distante da noi, il Calumet, abbiamo poi saputo che è uno dei pub più conosciuti ed in voga della città, ma ce ne saremo accorti poco dopo. Eravamo entrambi già belli allegri ed io avevo una gran voglia di divertirmi. Ci avviciniamo al bancone ed ordiniamo due birre, La Kilikia, birra locale anche qui 700 dram a boccale, ragazzi stiamo parlando di 1 euro e mezzo in un posto con bella musica e pieno di gente, sapevo che sarebbe andata a finir male quella serata. Vicino al bancone del bar c’erano due ragazze e neanche faccio il primo sorso di birra che mi metto a parlare con loro. Entrambi vivevano in Armenia da molti anni, ma una era di origine francese, l’altra americana. Erano simpatiche e molto carine, ci beviamo un’altra birra insieme e ci facciamo un paio di shots, la serata parte, balliamo, ridiamo e scherziamo e le birre scorrevano come fiumi in piena. Visto che il locale era piccolo, faccio conoscenza anche con altri ragazzi e ragazze, alla fine eravamo tutti un unico grande gruppo che si divertiva insieme.

Verso le 3 le ragazze ci dicono che era l’ora di cambiare locale, così andiamo in un un altro bar, anche qui bella musica e sempre in compagnia della Kilikia ricominciano le danze. Alle 5 del mattino il posto chiude, eravamo tutti belli andati, io mi ritrovo solo in strada con Claire, una delle due ragazze conosciute ad inizio serata, ci andiamo a fare un giro per il centro ed alla fine mi invita a casa sua. Rientro all’ostello che erano le 11 del mattino, più che distrutto mi butto a letto e mi risveglio alle 18 di sera. Il primo giorno era andato così, la sera leoni e la mattina……. però che serata….:).

Quella sera esco per mangiare con Olivier e William e siamo stati tutto il tempo a raccontarci gli aneddoti della serata e ad sbellicarci dalle risate. Il giorno seguente mi sveglio presto, e fortunatamente in forma decido di andare alla scoperta di due dei siti archeologici più rinomati dell’Armenia: Garni e Geghard. prima mi reco sulla Mashtots e da lì autobus N° 26 ( 200 Dram ) fino alla concessionaria della Mercedes Benz, dico questo come riferimento perchè non lo si può non vedere, poi minivan fino a Garni ( 300 Dram ). A Garni c’era da visitare un bel Tempio, il Tempio di Mythra, costruito nella seconda metà del primo secolo, era rimasto in piedi fino al 17° secolo, poi fu distrutto durante il terremoto del 1679, per essere poi ricostruito negli anni 60/70 del secolo XX. Anche il paesaggio tutt’intorno era mozzafiato, colline attraversate da un fiume ed alte montagne con le cime innevate in lontananza, il problema era che c’era solo un Tempio da vedere ed era strapieno di turisti, infatti poco dopo decido di raggiungere Geghard, mi ci porta un taxi per 2 euro, distava 10 km.

Arrivo alla fortezza di Geghard, uno dei siti più antichi dell’Armenia, dove i pre-cristiani ci costruirono un monastero, il tutto era già bello così alla vista senza ancora sapere la storia che lo circondava. Il Monastero fu fondato da Gregorio l’illuminatore, chiamandolo Airivank o monastero della grotta. Nel IV secolo il monastero conteneva importanti manoscritti che poi vennero persi dopo che Nasar diede alle fiamme il sito, il monastero fu poi ricostruito e divenne importante luogo di pellegrinaggio. Durante il XIII secolo si narra che conteneva reliquie come la Lancia Sacra, con la quale il soldato romano trafisse il corpo di Gesù sulla croce ed un frammento di legno considerato far parte dell’ Arca di Noè.

Mi trovavo di nuovo a visitare quello che rimaneva di un momento storico di grande importanza, ma la mia attenzione fu catturata dalle croci templari scalfite su grandi massi di pietra, ce n’erano tantissime, sul muro e sulle colonne. Il tempo delle crociate ed i misteri dei Cavalieri Templari mi ha sempre affascinato e probabilmente mi trovavo nel posto che fece parte di questa storia. Mentre giravo all’interno di questo monastero scavato completamente nella roccia avevo i brividi al solo pensare l’importanza storica che aveva avuto ai suoi tempi. L’atmosfera all’interno era agghiacciante, tutto buio, illuminato solo da dei piccoli spiragli da dove penetrava la luce del sole, lì la mia immaginazione non ha avuto confini, rimasi lì per parecchio tempo, e quando ne uscii provai una strana sensazione, non riesco a descriverla, posso dirvi solamente che… ero felice.

Si erano fatte le 16 e decido di rientrare in città per girarmele un po. Prima destinazione la Cascade, attrazione turistica principale della città. Un enorme ed imponente scalinata a più livelli, in ogni livello c’erano delle sculture e dietro la piccola cascata d’acqua che scendeva fino in basso. Naturalmente decido di andare fino in cima, 555 scalini per godermi un’ottima vista della città. Riscendendo mi dirigo verso Piazza della Repubblica. Al centro c’era una grande fontana, tutt’intorno una serie di palazzi a forma semicircolare di mattoni rossi, bellissima. Mi perdo tra le stradine e mi imbatto in un piccolo bazar, dove non resisto nel comprarmi un bell’anello come ricordo della bella giornata e poi rientro all’ostello. Olivier e William mi stavano aspettando per andare a mangiare insieme, giusto il tempo di una doccia ed ero pronto, ma prima di uscire controllo il telefono e vedo che Claire mi aveva mandato un messaggio, così gli rispondo e ci diamo appuntamento verso le 22 in un bar/risto chiamato In Vino.

Con i miei due nuovi amici ci andiamo a mangiare un kebab e lo annaffiamo con 3 belle birre, poi raggiungiamo tutti insieme Claire, la quale era in compagnia di una sua amica, direzione….? Calumet. Come sono entrato ho avuto come un dejavu ed avevo proprio il presentimento che la serata avrebbe preso la stessa piega di quella fatta due sere prima ed infatti così fu. Abbiamo di nuovo cominciato a bere, ballare ed a fare amicizia con tutti, stavolta però arrivavano shots da tutte le parti. Chi offriva un giro chi un altro, alle tre del mattino William getta la spugna, il mattino seguente sarebbe partito presto, eravamo rimasti in 4 ed andiamo in un altro bar, stessa storia stessa musica, ci stavamo divertendo come matti, alle 5 ci cacciano dal locale ed andiamo nell’appartamento di Claire.

Lei stappa una bottiglia di vino e prepara qualcosa da mangiare, balli e risate a non finire, poi verso le 7 Olivier e l’altra ragazza si dividono un taxi per rientrare a casa ed io….. rifaccio di nuovo le 11 del mattino. Quanto rientrai all’ostello ho guardato il letto e vedevo che mi chiamava, parte di me avrebbe voluto sdraiarcisi sopra e dormire fino a tarda serata, ma non potevo rimanere a dormire di nuovo tutto il giorno, così mi son fatto coraggio, una bella doccia e sono di nuovo tornato in strada, direzione Sevan. Da Mashtots street bus n° 259 e poi avendo detto all’autista dove dovevo andare, mi fa scendere ad una fermata e mi dice che da lì sarebbe partito un minivan diretto per Sevan. Avevo dormito su entrambi gli autobus tutto il tempo, ma come arrivato mi sono tornate un po di forze. Un bellissimo lago e sopra un piccolo promontorio c’era situata la più antica chiesa dell’Armenia. Solo che per raggiungerla bisognava fare una bella camminata ed io non ne avevo proprio voglia, incontro una coppia che come me doveva raggiungere la penisola per visitare la chiesa, così decidiamo di dividere un taxi, costo irrisorio 1000 Dram.

Come arrivato bisognava salire un centinaio di gradini per arrivare all’entrata della chiesa. Devo dire che a parte l’importanza storica, la chiesa non era niente di particolare, ma la posizione gli dava un fascino eccezionale, una stupenda vista sul lago, baciata completamente dal sole e completamente isolata da tutto il resto. All’interno era piena di resti risalenti al XIII secolo, penso che la reliquia più importante del sito era proprio una grande pietra che rappresentava una croce templare. Era divisa in due parti, ma solamente nella chiesa principale era possibile entrare. Come esco dalla chiesa mi siedo su di un muretto e mi godo la vista spettacolare del lago, la giornata era fantastica, ottima scusa per sdraiarmi e riposarmi un  po. Era giunta l’ora di rientrare, ma non avendo nessuno con il quale dividere il taxi decido di farmela a piedi e dopo 10 km che camminavo mi domandavo chi cavolo me lo avesse fatto fare, per fortuna al 14° km un’anima santa si ferma a darmi un passaggio fino al centro di Sevan da dove poi ho preso un minivan diretto per Yerevan, (600 dram )

Quella sera non sono neanche uscito per mangiare, sono andato direttamente a letto. Il giorno seguente la giornata era fantastica, avrei potuto andare a visitare altri siti, ma ho preferito dedicare una giornata a me stesso. Così ho preso il mio diario di viaggio e mi sono diretto in una grande piazza dove c’era il palazzo dell’opera. Lì vicino un piccolo laghetto artificiale, sembrava più una grande fontana, accanto un bel caffè con tavolini che si affacciavano sul “laghetto”, mi son seduto ed ho cominciato a scrivere le avventure ed esperienze che avevo vissuto. Dopo un paio di caffè mi sono perso un po per la città, ripassando per Piazza della Repubblica, la Cascade e poi una piazzetta dove c’era la statua di Vardan Mamikonyan famoso leader dell’armata Armena, dove nel IV/V secolo nell’ultima battaglia assicurò il diritto all’Armenia di praticare la cristianità.

Ho continuato il mio giro per la città camminando attraverso un grande parco che circondava il centro, fontane, laghetti artificiali e caffè a bizzeffe, poi mi sono ritrovato di nuovo al bazar, ed ebbene sì, ho comprato un altro anello. Più la giravo e più mi innamoravo di Yerevan, una città dai mille volti ed allo stesso tempo originale, rientrai all’ostello pensando che quella sera avrei fatto il bravo andando a letto presto ed il giorno seguente pronto per la Bielorussia.

Ma una volta aver cenato e bevuto due birre ho sentito la voglia di salutare questo bel paese nel giusto modo, così sono andato al Calumet, stavolta da solo. Come sono entrato vedevo più di una persona che mi guardava e mi salutava, naturalmente io rispondevo al saluto, anche se non ricordavo i loro visi. Mi avvicino al bancone del bar e senza chiedere niente il barista mi da una bottiglia di Kilikia, insomma per quelle due serate che avevo fatto evidentemente avevo lasciato il segno. Poi un gruppo di ragazzi e ragazze mi chiamano, mi avvicino e ci salutiamo, fortunatamente loro me li ricordavo, ma giusto perchè parlavamo in spagnolo. Sono stato un po con loro a bere e a farci due chiacchiere, fortunatamente era lunedì e non c’era molta gente, così alle 3 sono tornato all’ostello. Il giorno seguente mi sono diretto all’aeroporto e mi è dispiaciuto lasciare questo paese che mi ha regalato grandi emozioni e una cosa del genere non mi capita spesso. ARMENIA Thumbs up….

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