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Arrivo a Kuwait City alle 22.30. Tramite Airbnb avevo fatto conoscenza con Raymond, il quale per 5 Dinari Kuwaiti ( 1 DK= 3 euro ) mi avrebbe ospitato a casa sua. Gentilissimo sin dall’inizio mi viene a prendere all’aeroporto. Mentre lo aspettavo ho visto delle macchine da paura, super costose, non per questo è rinomato come uno dei paesi più ricchi al mondo, guardate solamente la valuta, la più alta del mondo.

Ero in pieno Ramadan, super rispettato qui, no come in Libano. La maggior parte delle persone indossavano i vestiti tipici della loro cultura, gli uomini lunghe tonache di color biaCno ( almeno la maggior parte ), le donne completamente coperte da capo a piedi. Lungi da me l’idea di aprire un dibattito al riguardo, io accetto ma non capisco, ho visto più di una donna che tenevano scoperto solo una piccolissima e sottilissima fessura per gli occhi, non riuscivano neanche a camminare, dovevano reggersi al braccio del loro marito per fare un passo, scusate, ma l’esagerazione non la condivido e qui voglio chiudere la parentesi.

Arriva Raymond con una bella Audi, ci presentiamo, mi chiede se avevo mangiato e visto che avevo un po di appetito mi porta in un tipico caffè del posto, dove invece di tavolini c’erano delle tende piene di cuscini. Anche qui devo dire che la cucina è sensazionale, parliamo un po del più e del meno e delle cose che mi avrebbe mostrato il giorno successivo.

La sua casa era molto accogliente ed ha fatto di tutto per farmi sentire a mio agio. Il mattino seguente ci svegliamo che erano le 11, io smaniavo dalla voglia di uscire, in 5 minuti ero già pronto, ma vedevo lui che se la prendeva molto con comodo, dicendomi che era meglio se uscivano un po più tardi quando il sole cominciava a calare, ha visto in me però la voglia di andare alla scoperta di questa nuova città, così mi ha accontentato. Alle 12:30 eravamo in strada, come esco dal portone vengo assalito da una ventata di caldo, c’erano quasi 40 gradi, entriamo subito in macchina ed accendiamo l’aria condizionata. Prima destinazione le Kuwait Towers.

Tre grandi torri con piattaforma rotante che si affacciavano sul Golfo Persico costruite nel 1979, al centro di esse enormi costruzioni sferiche adornate da un mosaico color cobalto, contenevano milioni e milioni di litri d’acqua, essendo un paese molto secco qui è l’acqua il vero oro. Rientriamo subito in macchina per il gran caldo e ci dirigiamo alla marina. Le strade erano completamente deserte, non girava nessuno, in mezz’ora di macchina avremo visto una o due macchine. Arriviamo alla marina, un bel posto, acqua cristallina e bellissimi Yatchs attraccati, delle palme arricchivano il posto, ma il caldo era insopportabile, guardo Raymond che ridendo già sapeva cosa gli avrei chiesto così anche io ridendo lo imploro di tornare a casa. Alle 14:30 rientriamo, fuori la temperatura aveva raggiunto i 43 gradi.

Riusciamo verso le 18 per dirigerci al Naif Palace dove alle 18:30 avrebbero sparato con un cannone. Eravamo tutti lì anche degli amici di Raymond, pronti per scattare la mitica foto al fatidico momento, qualcuno era con macchine fotografiche professionali con un obiettivo più lungo del cannone stesso , ma la cosa divertente è stata che abbiamo sentito un urlo e poi lo sparo, nessuno della gente è riuscita a cogliere l’attimo, dalle foto fatte si vedeva solo fumo ed io mi sono ammazzato dalle risate. A quell’ora il Ramadan era terminato, così siamo andati tutti insieme a mangiare in un ristorante vicino al Suk. Eravamo: Io, Raymond, Julian un ragazzo Colombiano, Sandì e sua moglie una coppia indiana, Angela una ragazza russa ed Natalia una ragazza ukraina, tutti strasimpatici.

Ci sediamo intorno ad un grande tavolo ed ordiniamo l’impossibile, la tavola era piena di piatti, cibo delizioso, ognuno provava un po di tutto e quando abbiamo chiesto il conto sono rimasto stupito, 3 dinari a testa, veramente poco per quello che avevamo mangiato. Dopo mangiato ci siamo andati a fare un giro al Suk, il più grande del paese. Un enorme bazar pieno di bancarelle che vendevano di tutto, in più, una vasta area per il mercato del pesce. Dopo il Suk rimaniamo solamente Io, Raymond e Julian ed in macchina ci dirigiamo in un caffè vicino ad una spiaggia. C’era una perfetta brezza marina, ci prendiamo un frullato e ci facciamo due risate parlando un po di esperienze di viaggi. Verso mezzanotte riaccompagniamo Julian a casa e noi due ce ne andiamo a continuare il nostro giro turistico, visitando la Grand Mosque, la Torre della Liberazione, El hamra Tower ed andando in giro un po per la città.

Rientriamo a casa che erano le 3. Durante il Ramadan funziona che di giorno si dorme e la notte si esce fino a tardi, così come rientrati ci mettiamo a chiacchierare delle proprie esperienze, ci addormentiamo che erano le 5, tanto stavolta sapevo come comportarmi, sveglia tardi….:). Alle 14 eravamo in piedi ed abbiamo passato tutto il giorno a parlare, Raymond è veramente una gran persona con un cuore immenso, se qualcuno dovesse andare a farsi un giro da quelle parti raccomando di cuore di contattarlo, lo potete trovare come Raymond in Kuwait, backpackers paradise su Airbnb. Alle 22 mi riaccompagna all’aeroporto era già arrivata l’ora di ripartire, ma ripartii felice dell’esperienza che avevo vissuto. Ora si pensa al Bahrein.

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