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Trinidad e Tobago, l’ultima isola dei Caraibi prima di arrivare nel Continente Sud Americano. Volevo vivere un’esperienza differente, ed eccomi così catapultato in una nuova avventura. Tramite Airbnb avevo trovato una sistemazione vicino Maracas Bay 150 TTD per night ( 1 euro=7.3 TTD ) 20 euro, il posto si chiama The Garden of Eden. Per arrivarci ho dovuto prima prendere un bus per Port of Spain 6 TTD e poi un’altro per Maracas 12 TTD. Una volta arrivato sulla spiaggia di Maracas dovevo camminare verso l’interno per un paio di km, mi ci portava una stradina piccola e colma di vegetazione, mi stavo inoltrando nell’entroterra. Ci arrivo che era quasi notte. Latasha, la proprietaria, mi accoglie con un gran sorriso, mi presenta suo marito e mi mostrano dove avrei passato la notte. Una tenda con materasso matrimoniale, sotto di una copertura in legno con un’amaca già appesa tra due tralicci di legno ed un piccolo fiumiciattolo che scorreva proprio sotto la struttura, era notte e si vedeva poco, ma il posto già mi piaceva. La prima notte l’ho passata alla grande, anche se devo ammettere ho sentito dei rumori di animali che non avevo mai sentito in vita mia, non ho neanche osato chiedere, poi il rumore delle rane era diventato come una ninna nanna. Il giorno dopo mi sono svegliato presto ed ho potuto ammirare con le prime luci del giorno la fantastica proprietà in cui mi trovavo. C’era tanto verde ovunque mi girassi, piante ed alberi di ogni genere, frutta e verdure da ogni parte, Latasha mi dice che se volevo potevo tranquillamente prendere la frutta matura e mangiarla, praticamente sono stato tutta la mattinata a girare tra i frutteti ed assaggiare ogni tipo di frutta che riconoscevo, mandarini, papaya, ananas, Jack fruit, il frutto del cacao, i quali semi sono deliziosi e poi tanta altra frutta che non ricorderò mai i nomi. Purtroppo quel giorno ha piovuto, anche se poco ma quasi sempre, così sono rimasto il pomeriggio rilassato sull’amaca a leggere un libro, e visto che non potevo andare da nessuna parte Latasha mi aveva preparato un’ottima cenetta. Il giorno seguente mi sveglio di nuovo abbastanza presto, chiedo a Latasha se poteva prestarmi la bicicletta, mi risponde che potevo prenderla quando volevo, così sono andato a farmi un giro nei d’intorni. Non mi è servito pedalare molto, dopo qualche km. ero già disperdo tra la natura. Verso mezzogiorno è uscito il sole e mi sono diretto a Maracas beach. Sicuramente non posso dire che è come le spiagge che avevo visto fino ad allora, ma aveva il suo fascino. Sulla spiaggia c’erano vari chioschi, ma solo uno, da Richard’s, c’era una fila incredibile di gente, solo dopo il primo morso che ho dato ho capito il perchè di tanta affluenza. Avevo ordinato il piatto tipico del posto, Shark and bake, ossia squalo fritto con un panino fatto con una pastella tipica del posto, che dire… buonissimo ed il posto era rinomato come il miglior Shark and bake dell’isola, al costo di 35 TTD. Era così buono che anche prima di andar via ne ho preso un altro. Verso sera rientro in tenda, mi ero portato qualcosina da sgranocchiare ed un paio di birre ed ascoltando musica ho aspettato di prendere sonno. Era giunto il giorno di fare una scappatella in città, così prendo il bus e dopo 40 minuti mi trovo nella capitale. Era domenica, le strade erano vuote e tutto era chiuso. Ho pensato che era meglio così, ed ho continuato il mio giro, visitando la piazza principale, piazza dell’indipendenza, ho camminato sul lungo mare per vedere il porto di Trinidad, mi sono addirittura spinto un paio di km in più per visitare la statua di Ghandi,. Tra le stradine ho visto che stavano preparando i chioschi che vendevano un po di tutto, probabilmente sul tardi si sarebbe animata, ma sinceramente parlando, la città non mi ha colpito, forse mancava la cosa più importante, ossia lo spirito dei locali. In ogni caso un po deluso rientro a Maracas beach che non erano neanche le 14. Come arrivo in spiaggia vedo no centinaia, ma migliaia di persone; chi si faceva il bagno, chi intorno ad un tavolo mangiava il cibo che si era portato, chi giocava a calcio, ovunque musica ad alto volume, insomma tutti in festa. Ho notato che la maggior parte della gente era di origine Indiana, mi sembrava di stare a Goa, vedendoli farsi il bagno in maglietta e giocare con le onde come dei bambini. Quella sera sono rimasto lì fino alle 22, avevo fatto conoscenza con un ragazzo che aveva appena finito di lavorare ed insieme ci siamo bevuti qualche birra e partecipato con qualche ballo a quella bella serata. Un apprezzamento va dato alle ragazze del posto, veramente belle. Per i giorni seguenti dovevo scegliere se andare a visitare Pigeon beach, conosciuta come la spiaggia più bella del paese o rimanere tra la natura. Non posso dire di essere stanco di veder belle spiagge, ma ne avevo viste abbastanza, così decisi di rimanere dov’ero ed esplorare di più i d’intorni. Il giorno dopo ho ripreso di nuovo la bicicletta e di nuovo mi sono perso tra la natura, ma stavolta mi ero perso sul serio, mi ero addentrato così tanto, a volte prendendo la bici in spalla che non sapevo più dove andare, ma sapevo comunque di non essermi allontanato troppo, infatti dopo pochi minuti ritrovo il sentiero che mi ha riportato verso casa. Non c’era molto da vedere, ma la pace e la tranquillità di quel posto mi faceva impazzire, era veramente salutare. Mi erano rimasti due giorni prima di ripartire, avrei potuto girare altri posti, ma ho preferito rimanere dov’ero, mi piaceva dormire in tenda, il posto era meraviglioso e c’erano così tante cose da fare, bastava che andassi a trovare il marito di latasha sui campi che subito ci si metteva al lavoro, mi ha spiegato molte cose sulle piante ed io lì ad ascoltare come uno scolaretto. Non posso forse dire di conoscere il paese ma sicuramente posso dire di aver vissuto una bella esperienza. Domani si vola per la Guyana.

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