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Come al solito, dovevo trovare un posto per dormire. Navigando su internet trovo un signore di 46 anni del Sud Africa che affittava una cabina nella sua barca a vela per 40 e.c. ( 15 usd ) a notte. Il prezzo andava benissimo, l’idea della barca a vela già mi faceva sognare, così lo contatto e prendo appuntamento per incontrarci alle 8 a.m.a Pandy beach, dove la barca era ancorata. Io ci arrivo che erano le 6, ma esattamente due ore dopo, vedo avvicinarsi una piccola barca a remi con sopra una persona, ero sicuro che fosse lui, e così era. Ci presentiamo, carico gli zaini sulla piccoila barchetta a remi e ci dirigiamo verso la barca. Vedendola da lontano già mi piaceva, poi come sono salito ero felicissimo della scelta che avevo fatto. La barca era un 10 metri, costruita nel ’65, aveva una cabina con un letto per due persone, nel quale ci dormivo io, un piccolo bagnetto, una cucina ed un paio di divani che ad ogni evenienza diventavano due letti e Shaun dormiva su uno di questi. Era una Happy Hippy boat, molto basic, ma non gli mancava niente, aveva tutto quello che una persona ha bisogno per viverci ed in più provi quel senso di libertà che solo la barca a vela puo darti. La prima cosa che faccio è posare gli zaini, mettermi il costume e tuffarmi dalla barca, amavo farlo, lanciarmi come niente fosse in quelle acque cristalline, poi sott’acqua c’era un’ottima visibilità. Dove eravamo ancorati sarà stato profondo un 4/5 metri, ed ogni tanto me ne andavo in giro a fare un po di snorkeling. Si era fatta l’ora di pranzo così Shaun comincia a preparare qualcosa da mangiare, è un’ottimo cuoco, cucinava sempre lui, e mi deliziava ogni volta con ottimi piatti e pane fatto da lui, poi per colazione con uova, insalata e pomodoro era il sandwich perfetto. Durante il giorno si chiacchierava, si leggeva, spesso eravamo in acqua, lui mi raccontava delle sue esperienze ed io dei miei viaggi, era una persona piacevole con la quale parlare. Poi verso le 18 c’era l’unico ed immancabile appuntamento con il tramonto, ce l’avevamo proprio lì davanti a noi, ogni sera ci regalava un touch down unico e colori spettacolari, e poi sarò ripetitivo ma visto dalla barca a vela raddoppia la sua bellezza. E così per i primi due giorni ho fatto la completa vita in barca. Il giorno seguente volevo andare a visitare una delle spiagge più belle dell’isola, Grand Anse beach ed indovinate un po….? noi eravamo ancorati a 200 metri dalla terra ferma, più precisamente tra Pandy ed Grand Anse beach, praticamente con una remata di 20 minuti, già mi trovavo nella stupenda spiaggia di Grand Anse. Lunga un 2/3 km. sabbia bianca e soffice come farina, acqua cristallina, non c’erano onde, il mare era piatto, temperatura ideale per tuffarsi e rimanerci all’infinito. Poi sulla spiaggia c’erano dei chioschetti che vendevano da mangiare, bibite e cocktails, insomma un’altra spiaggia da sogno. Ci rimango tutto il giorno, Shaun era andato a fare dei giri e ci siamo incontrati verso le 17 per tornare in barca. La sera stessa Shaun ha preparato una cenetta strepitosa, pollo e verdure al curry, con il suo pane appena fatto una bella “scarpetta” ( clean the plate with a piece of bread ) è stata d’obbligo. La mattina la solita fantastica routine, mi svegliavo e mi buttavo in acqua, poi cominciava la giornata e stavolta mi son diretto al Underwater Marine Park, ossia con facili immersioni, l’acqua era profonda un 4/5 metri, si potevano ammirare statue bloccate sul fondale. Mi son fatto lasciare a Pandy beach, poi ho preso il bus N°1 per la capitale ( 2.5 e.c.) e poi il bus N° 8 per Dragon Bay ( 2.5 e.c.). Da Dragon bay ho camminato sugli scogli per arrivare all’estremità della baia, dove da lì ci si poteva tuffare e raggiungere a nuoto la zona dove erano situate le statue. L’altra alternativa era fare un tour con la barca e ti ci portava per fare snorkeling, io optai per la maniera più cheap, un fai da te. Mi ero armato di maschera, boccaglio e pinne, mi butto e dopo neanche un minuto già stavo ammirando una quindicina di statue tutte in circolo, formavano un cerchio perfetto, lo si poteva vedere facilmente dall’alto senza immergersi, ma con la visibilità che c’era, valeva la pena riempirsi i polmoni d’aria e via giù in picchiata, poi con le pinne era un gioco da ragazzi, riuscivo a raggiungere il fondale in un attimo e poi rimanevo il più tempo possibile ad ammirarle ed a nuotare tra di esse. Ce ne erano parecchie un pò sparse in un raggio di 50 metri, ho trovato un altro cerchio di statue più piccolo dell’altro, una statua su di una panchina, un’altra che a mani giunte pregava, una sirena adagiata sul fondale, insomma ce n’era da vedere, ma la cosa più divertente per me era immergermi e nuotare tra di esse fino all’ultima bolla di ossigeno che avevo nei polmoni. Molte barche arrivavano e dopo una mezz’oretta andavano via, io ci sono rimasto quasi 4 ore tra uscire e rientrare in acqua, mi stavo troppo divertendo. Alla solita ora, ossia alle 17, mi sono ritrovato con Shaun ed insieme siamo andati a fare la spesa, non spendevamo niente, con 20 e.c. in due mangiavamo alla grande, da bere Shaun preparava sempre una bevanda calda fatta con del cacao macinato, gustosa e dissetante. Quella sera mi son fatto anche il bagno di notte tuffandomi dalla barca, non si vedeva niente ed era proprio quella la cosa più bella, essere circondato da solo acqua. Il giorno seguente siamo scesi giusto un paio d’ore, io mi sono fermato a farmi un bagno a Grand Anse beach, Shaun aveva delle pratiche da sbrigare, poi all’ora di pranzo eravamo di nuovo in barca. E così per altri 3 giorni, stavamo tutto il giorno in barca io e lui, amavo quella vita, poi il disastro, Shaun mi chiede se volevo andare con lui a Martinica e poi viaggiare un po tra i Caraibi, l’offerta era così allettante che quella sera ho dormito ben poco, ma si dice che la notte porta consigli, ed io sapevo che se avrei accettato, mi sarei perso tra l’esperienza della vita in barca a vela che già mi piaceva da morire e chissà se sarei riuscito a terminare il viaggio. Così il giorno seguente gli dico che oramai avevo già i biglietti per le prossime destinazioni ( anche se il problema non era per niente questo) , ma visto che ci eravamo trovati bene insieme ci siamo promessi di rimanere in contatto e di organizzare insieme l’attraversata dell’Atlantico a Novembre, ed io questa avventura non la macherò affatto. Era così arrivato l’ultimo giorno a Grenada, anche se del paese avevo visto ben poco, l’esperienza che avevo fatto mi era piaciuta tantissimo. Quel giorno sono andato a Grand Anse a farmi un ultimo bagno, sapevo che a Trinidad avrei fatto una vita lontano dalla costa e quello sarebbe stato l’ultimo bagno tra le stupende acque Caraibiche, ed i Caraibi mi hanno salutato con un mare incredibile ed una giornata fantastica. Il giorno seguente, ultimo tuffo dalla barca, Shaun mi accompagna in spiaggia, ci salutiamo con la promessa di vederci a Novembre ed il bus N° 1 mi porta all’aeroporto, destinazione Trinidad and Tobago.
Per chi vuole contattare Shaun:
SHAUN WADDELL
PHONE NUMBER: 1473/5362579

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