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Ci arrivo da Point-a-Pitre con la Val ferry, l’unica compagnia che quel giorno faceva servizio, un tragitto di quasi tre ore per 52 euro, destinazione Roseau. Alle 12 esco dalla dogana Dominicana, con l’unico contrattempo che mi hanno fatto comprare il biglietto di uscita dal paese, anche se avevo biglietti aerei già comprati per proseguire il viaggio da St. Lucia, ed avrei preso la barca per raggiungerla, volevano ugualmente il biglietto d’uscita, così mi hanno accompagnato al desk della Val ferry proprio all’uscita della dogana, altri 52 euro, ed anche questo biglietto era stato fatto. In quest’isola cercavo un posto dove stare in mezza alla natura, fare bei trekking ed immergermi nel verde, una delle ragazze Tedesche conosciute all’ostello di Antigua, mi aveva raccontato di un posto che faceva proprio per me. Prima di informarmi come arrivarci sono entrato in un supermercato ed ho fatto un pò di spesa, tra scatolette di tonno, biscotti, acqua, frutta, cioccolata, wurstel ed carne in barattolo. Da Roseau dovevo prima raggiungere Delices in autobus, trovo un minivan che mi ci portava per 10 e.c. una volta riempito. Dovevamo attraversare di netto l’isola e raggiungere l’altra costa, già durante il tragitto si era capito che quì a farne da padrona era la natura, poi la guida “sportiva” del guidatore ha reso più entusiasmante il viaggio, c’erano certe curve…. Una volta arrivato a Delices ho dovuto camminare per un km. e dopo una curva ho intravisto una casa in legno, avvicinandomi un signore rasta a petto nudo indaffarato a lavorare sull’orto mi da il benvenuto, era Moses, il padrone di casa, il posto si chiamava Zion Valley ( scoperto poi che è su Airbnb). Purtroppo mi spiega subito che l’uragano aveva distrutto la sua casa e l’aveva obbligato a costruirne un’altra, aveva solamente una stanza a disposizione e posto tenda o amaca, gli dico subito che andava benissimo il posto amaca, costava 75 e.c. 50 se avevi una propria amaca ed io non vedevo l’ora di ritirar fuori la mia vecchia compagna di tanti viaggi. Faccio qualche scalino ed arrivo sulla terrazza dell’abitazione, dove avrei attaccato l’amaca. Il posto era affascinante, ero circondato da altissime pareti di roccia ricoperte di vegetazione, c’erano alberi e piante ovunque, la vegetazione era così fitta che non si vedeva molto in lontananza, eravamo racchiusi in una specie di vallata, affianco il white river, l’acqua che scorreva veniva dal secondo boiling lake più largo del mondo, ma mischiandosi con i vari affluenti arrivava già bella fredda, da quì avrei potuto fare belle escursioni ed risalire il fiume per vedere la cascata Victoria. Inoltre Moses era un esperto conoscitore di piante, aveva un bell’orto e degli alberi da frutta, ed un simpatico cane che mi teneva compagnia la notte dormendo sotto la mia amaca. La sera si stava benissimo, dopo due giorni avevo già finito le mie scorte di cibo, così la sera mangiavo con lui ( 30e.c.), poi verso le 8 di sera Moses andava a dormire ed io mi ritiravo in amaca. Si sentiva lo scrosciare del fiume ed il continuo rumore di grilli e chissà qual’altro animale, eppure regnava una pace ed una tranquillità incredibile, erano tutti così ben coordinati che non sembravano rumori, ma una melodia. Ci dormivo benissimo in amaca, mi sembrava essere tornato ai vecchi tempi, quando attraversai tutto il Centro America dormendo quasi ogni notte all’aperto. La notte tirava una leggera brezza, ma con il sacco a pelo il problema era risolto, poi andando a dormire presto, alle 4 del mattino ero già ad occhi aperti. Pioveva sempre a quell’ora, la nebbia si abbassava e formava una fitta nuvola bianca che sembrava ti avvolgesse, il rumore dell’acqua cadeva a ritmo sulle foglie dell’alberi ed io rivenivo di nuovo accolto tra le braccia di Morfeo. Ogni mattina come mi alzavo mi dirigevo al fiume che distava un 50 metri e mi buttavo in acqua, bella fredda direi, ma un gran risveglio, poi tornavo in terrazza e mi buttavo in amaca a leggere un libro ( The Loss of El Dorado ). Per un paio di giorni ho aiutato Moses a fare un paio di aggiustamenti al suo giardino, altri due giorni ne ho approfittao per farmi delle belle camminate in mezzo alla natura, ho anche raggiunto un piccolo villaggio dopo un paio d’ore che camminavo e dei vecchietti vedendomi un pò affaticato mi hanno offerto un bel bicchiere di succo di frutta fresco, insomma un pò di attività e tanto relax. Poi una mattina mi sono incamminato per raggiungere la cascata. Dovevo raggiungere il fiume e risalirlo per un paio di cento metri, sull’altra costa avrei visto delle palme nane, dovevo quindi attraversare il fiume e seguire un tragitto che in dieci minuti mi avrebbe di nuovo riportato sulla sponda del fiume. Da lì avrei dovuto risalire il fiume per 30 minuti ed arrivare alla cascata. Perdersi stavolta era impossibile, ma che bel culo, specialmente la seconda parte di risalita del fiume, un sacco di rocce e più volte bisognava attraversare il fiume per andare sull’altra costa dove il passaggio tra le rocce era più accessibile. Potevi attraversare il fiume o immergendoti nell’acqua bella fredda facendo attenzione alla corrente, spesso pure bella agitata, o provare a saltare da roccia a roccia facendo attenzione a non scivolare, le mie lunghe gambe mi hanno aiutato a non bagnarmi, anche se devo dire che spesso i salti erano più difficili e pericolosi di quello che mi aspettavo. Diciamo quindi che dopo un percorso inaspettatamente “challenging”, anche se però la vista del fiume era a volte mozzafiato arrivai alla cascata. Alta 79 metri, direi anche rigogliosa e bella abbondante come getto d’acqua, cadeva così forte che era quasi impossibile avvicinarsi, era completamente immersa nel verde, sembrava di essere nel film Jurassic Park, una cascata veramente meravigliosa. Non potevo lanciarmi da nessuna parte e provare ad arrivare dietro a dove cadeva l’acqua era impossibile, ho provato, ma la potenza dell’acqua mi spingeva enesorabilmente indietro. Mi sono accontentato così di un bel bagno più vicino alla sponda che al getto d’acqua, e poi sono rimasto ad ammirare la serie di arcobaleni che riuscivo a vedere, uno di questi sono riuscito a vederlo quasi a cerchio completo. Il posto mi aveva colpito, non c’era nessuno, sono rimasto un’oretta davanti alla cascata ad occhi chiusi, non stavo meditando, mi stavo godendo quel momento di completa tranquillità. Mi era piaciuto così tanto arrivarci alla cascata Victoria e rilassarmi una volta raggiunta che ci sono stato due volte. Senza girare il paese ero contento e soddisfatto dell’esperienza vissuta su quest’isola, avevo trovato quello che cercavo, pace, tranquillità e tanta natura ed in più Moses, con il quale mi ci son fatto belle chiacchierate. Dopo 5 giorni passati nella Zion Valley sono rientrato a Roseau, e da lì ho preso prima una barca per Martinica ( 52 euro) e poi per Santa Lucia ( 69 euro), dove ora mi trovo e al momento posso solo anticiparvi che è un’isola bellissima.

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