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Arrivo all’aeroporto che erano le 18, solita routine per non prendere il taxi, mi allontano dall’aeroporto verso la strada principale e da lì prendo il bus per la West bus station (2.5e.c./ 1 usd=2.6e.c.). Dalla west bus station altro bus (3e.c.) diretto per l’English Harbour, dove avevo prenotato l’ostello, il Waterfront hostel (30 usd x night), fidatevi uno dei più cheap, poi rapporto prezzo/qualità imbattibile. Lo trovo facilmente, il nome aiutava tantissimo, era proprio davanti all’Harbour. Il dormitorio era composto da dieci letti, ma solo 2 erano occupati da due ragazze tedesche. Come poso gli zaini mi chiedono subito se volevo andare con loro ad ascoltare una band che suonava al Skullduggery bar, situato proprio sul porto, giusto il tempo di una doccia e le raggiungo. La band era davvero brava e poi era strapieno di gente, una birra costava 7 e.c. l’unica cosa non cara nell’isola, così ordiniamo il primo giro e ci mettiamo seduti in un tavolino insieme ad altra gente. Al secondo giro di birre, già avevamo fatto amicizia con mezzo bar, praticamente tra di loro si conoscevano tutti, erano tutti coloro che lavoravano sulle barche e la sera si ritrovavano per “una” birra in compagnia. La serata era piacevole e tra una chiacchiera ed una birra siamo tornati all’ostello quasi barcollando. Il giorno seguente avevo programmato di farmi un giro intorno all’English Harbour, prima mi dirigo sulla Galleon beach con una taxi boat ( 10e.c.) raggiunta in 5 minuti, poi una volta su questa bella spiaggetta, con lussuriosi appartamenti fronte spiaggia e stupende barche a vela attraccate a 30 metri dal bagno asciuga, cammino fino all’estremità est della spiaggia per raggiungere un sentiero che mi avrebbe portato in cima ad un promontorio per ammirare The Pillars of Hercules, ossia una formazione rocciosa su entrambi i lati dell’English Harbour, come due guardiani del porto, e da lì la vista era mozzafiato. Due bellissime baie e numerose barche e stupendi Yachtes erano ancorati nei d’intorni, sono rimasto lì per un pò a godermi il paesaggio e poi sono risceso. Stavolta invece di riprendere la barchetta decisi di farmela a piedi, ed un pò di avventura non è mancata. Per prendere la strada più corta ho dovuto: scavalcare un muro, attraversare una proprietà privata senza essere visto, scavalcare un altro muro ed evitandomi così un bel pezzo di strada raggiungo di nuovo l’English Harbour. Avevo voglia di camminare, mi dirigo così prima a Pigeon beach, giusto il tempo di farmi un bagno e poi proseguo per Windward beach, entrambi molto carine, quest’ ultima completamente deserta decido così di passare lì il resto del pomeriggio. Rientro all’ostello perfettamente in tempo per il tramonto, e che tramonto, dalla terrazza dell’ostello c’era una vista spettacolare dell’Harbour, già la vista era bella così al naturale, ma con i colori del calar del sole rendeva tutto più incredibile, non me lo son perso per tutti i restanti giorni della mia permanenza, era l’unico appuntamento giornaliero che avevo, godermi quel bel tramonto che ogni sera mi regalava nuove emozioni. Allora molta gente viene quì per cercare un lavoro sulle barche, anche se la cosa mi allettava in quanto avevo conosciuto una ragazza italiana che mi avrebbe aiutato a trovarne una, avevo altri programmi, così il giorno seguente mi sono diretto alla scoperta dell’isola, alla ricerca di spiagge paradisiache e devo dire che Antigua ha soddisfatto in pieno le mie aspettative. Per raggiungere qualsiasi destinazione bisognava sempre arrivare prima a St. John’s e poi da lì prendere un altro bus per la destinazione finale, il bus N° 22 mi porta a Fryes beach. Prima sono andato a visitare little Fryes, chiamata anche Coco beach, ragazzi miei che meraviglia. Una piccola spiaggia con sabbia bianca e soffice, il mare era calmo, acqua cristallina e temperatura ideale, pochissima gente, insomma era perfetta. Mi son tuffato e nuotato fino a che non mi sentivo più le braccia, volevo immergermi il più che potevo all’interno di quell’acqua meravigliosa, son uscito solo per prendermi la maschera e rituffarmi di nuovo in acqua, la visibilità era ottima ed il divertimento non è mancato, sarei rimasto lì tutto il giorno, ma avevo desiderio di scoprire altre spiagge. Così costeggiando la costa mi son diretto prima a Fryes beach, anche questa una bellissima spiaggia ma piena di gente che veniva dalle crociere, continuoi così a camminare sulla costa senza fermarmi e raggiungo Darkwood beach, anche questa meravigliosa, erano tutte belle. C’erano vari ristorantini sulla spiaggia e mi era venuto un pò di appetito, mi metto così alla ricerca del posto più economico per mangiare qualcosa, non è stato facile, ma riesco a trovare un posticino con una fantastica vista che per 10 usd mi porta un hamburger, patatine e cola, poi senza neanche pensarci mi butto in acqua, era come il miele per le api, come vedevi quei colori dovevi tuffartici dentro. Poi son passato a Turner beach, un altro paradiso, si è vero che a 50 metri dalla spiaggia c’era una strada, anche se non molto trafficata, e che sulla spiaggia nascosti tra le palme c’erano lussuriosi bungalow, ma la spiaggia rimaneva in ogni caso incantevole. Continuando a costeggiare la spiaggia, attraversando un piccolo promontorio e arrivo su di una spiaggetta senza nome e completamente deserta, anche questa era spettacolare, rimango lì fino all’ultimo minuto, alle 6 dovevo rientrare all’ostello per il sunset time, che avevo migliorato aggiungendo una bella birra fredda e la compagnia di una delle ragazze dell’ostello. La sera di nuovo in giro per bar ad ascoltare musica dal vivo e ……birra a fiumi. Il giorno seguente mi sono svegliato che avevo ancora “sete” di belle spiagge, mi avevano detto che Half Moon Bay era conosciuta come una delle più belle spiagge di Antigua, così bus per St. John’s, camminata fino all’Est bus Station e da lì bus per Half Moon Bay. Purtroppo non c’erano mezzi che mi avrebbero portato fino alla spiaggia, ma pagando un piccolo extra, il bus avrebbe fatto un’eccezione, quindi con 5 e.c. in più mi ritrovo in un ennesimo paradiso. Ora, volete che scriva di nuovo, sabbia fine acqua cristallina e bla bla bla……? dico solo che mi trovavo in un altro pezzo di paradiso, si stava veramente bene, c’era pochissima gente. Stavolta prima di tuffarmi son rimasto un pò ad osservare il mare, era bellissimo, ogni tanto una barca a vele spianate attraversava la mia visuale dando un pò di realtà a quello che stavo ammirando, era tutto così fantastico. Verso le 16 il cielo ha cominciato ad annuvolarsi e visto tutta la strada che dovevo fare per rientrare mi sono incamminato, ma neanche esco dalla spiaggia che una coppia in macchina mi chiede dove dovevo andare, anche loro andavano all’English Harbour, quindi senza fare tutta la tarantella dei bus, in 20 minuti ero già all’ostello. Ho avuto altri 3 giorni ad Antigua e non ho fatto altro che andare alla ricerca di fantastiche spiagge, ma sono tornato a Coco Beach prima di lasciare il paese, a mio parere, la migliore che avevo visitato. Sono rimasto affascinato da questo paese, gente cordiale, ostello fantastico e in una ottima posizione, tramonti indimenticabili, ma quello che mi ha colpito di più sono state le bellissime spiagge, ma dopo questa bella scorpacciata penso che al momento mi dedicherò ad altre avventure, anche se viaggiando per i Caraibi non sarà facile a star lontano da questi paradisi. Domani si vola a Saint Kitts and Nevis….can’t wait….

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