Top
  >  città   >  REPUBBLICA DOMINICANA

Arrivo a Santo Domingo che era quasi mezzanotte, l’ostello non era lontano, ma era notte, e non conoscevo la strada, stavolta ho preferito prendere una moto taxi, ed in 5 minuti arrivo al Tau Casa Santomè. Un bell’ostello, 590 pesos a notte, ( 1 usd= 50 pesos ) situato nel centro e vicinissimo alla zona Coloniale. Il mattino seguente mi sveglio abbastanza presto e mi dirigo alla scoperta della Capitale. Con una breve camminata raggiungo la Zona Coloniale: cattedrali, il palazzo dei governatori Spagnoli, musei, la Fortezza di Ozama, un bel parchetto circondato da ristorantini e bar con musica ad alto volume che echeggiava da ogni angolo. In questa piazzetta, circondata da panchine, c’è situata al centro una statua che raffigura un uomo con la mano tesa verso l’avanti ed il dito che punto verso l’orizzonte, è Cristoforo Colombo, che secondo la storia il 5/12/1492 gridò Terra!!!!!!! scoprendo il così chiamato Nuovo Mondo. Mi siedo su una delle panchine ai lati della statua e rimango un pò lì a fantasticare di come poteva essere stato quel lontano giorno, ma riesco facilmente ad immaginarmi Colombo che su quella barca grida Terraaaa, forse perchè è un’immagine che ho sempre avuto nei miei pensieri, l’avventura, il viaggio, la scoperta, la storia, sono cose che mi hanno sempre affascinato. Proseguo la mia camminata, ma capisco subito che la zona Coloniale è abbastanza circoscritta, con poco riesci a girarla tutta, provo così a perdermi tra le stradine. Riesco a fare qualche bella foto di qualche resto dell’era pre-coloniale, ma a parte questo, giro che ti rigiro, alla fine mi ritrovavo sempre sulla calle El Conde, una lunga strada pedonale piena di ristorantini, bar, case di cambio e negozi per souvenir. Ma io imperterrito continuo a camminare, avrò camminato per ore e girato gran parte della città, fino a che mi son fermato nei pressi di un grande mercato. Era molto caotico, la gente quasi si affollava tra i banchi di frutta e verdura. Mi son fermato una mezz’oretta ad osservare tutto quel frenetico movimento, “catturando” attimi di vita quotidiana di persone che normalmente si dirigevano alle bancarelle per comprare della frutta, osservando il modo in cui sceglievano quella migliore e la maniera che avevano di contrattare con il proprietario della bancarella. Senza neanche accorgermene si erano già fatte le 17, avevo solo mangiato un’insalata di frutta al mattino, così mi son diretto nella strada pedonale per mangiare qualcosa. Volevo provare qualcosa di tipico, ma la simpatia del proprietario di un piccolo posticino che faceva kebab mi ha rapito, facendomene mangiare uno mega gigante. Come rientro all’ostello incontro per le scale il ragazzo che era con me nel dormitorio, Mark, dell’Ohio, il quale mi chiede se volevo raggiungerlo nel bar vicino all’ostello per una birra, il tempo di una doccia e 20 minuti dopo ero di nuovo in strada. Ma ho fatto il bravo ragazzo, un paio di birre e son tornato all’ostello, anche se non sembrava, la giornata in giro mi aveva abbastanza stancato. Dopo due giorni nella capitale decisi di spostarmi in spiaggia. Prima mi fermo a Boca Chica, un 40 minuti di autobus (60 pesos). Mi faccio un giro per trovare un’ostello cheap, e ad un paio di strade lontano dalla spiaggia leggo la scritta hotel su un muro, con una freccia che indicava la porta, che tutto sembrava tranne che quella di un hotel. Busso alla porta di ferro e mi accoglie Alex, un ragazzo con un gran sorriso, gli chiedo se aveva una stanza o un letto libero e mi mostra una stanzetta molto basic, veramente con il minimo necessario, ma me la metteva 350 pesos a notte, accetto, prendo la chiave e poso gli zaini. Vado subito in spiaggia e rimango scioccato, strapiena di gente, mi sembrava di stare a Rimini, strapieno di sdraio e ombrelloni, però la spiaggia in sè non era male e l’acqua era bella cristallina. Poso il mio pareo vicino alla rete del beach volley e poco dopo sono coinvolto in una partita 4 contro 4. Abbiamo giocato per 7 set, da matti, 2 ore sotto il sole e ho pure perso, però mi son divertito da matto e quel bagno dopo l’ultimo set me lo son proprio goduto. Tutta quella attività mi aveva messo una fame da lupi. Proprio attaccato a dove dormivo c’era un ristorantino che faceva carne alla griglia, il posto si chiamava casa greca. Come faccio per sedermi, noto subito un carrè di costillas da paura, chiedo quant’è e mi dice 315 pesos a porzione, io pensavo che la porzione sarebbe stata normale, invece mi porta tutto il carrè che avevo visto sulla griglia, mastodontico e strabuono. Dopo mangiato vado a farmi una camminata su una strada che diventa pedonale solo dopo le 18, quando i proprietari dei ristoranti cominciano a metter in strada sedie e tavolini. Quì mi è sembrato veramente di essere in Italia, su ogni tavolo e dico ogni tavolo, sentivo qualcuno parlare in Italiano, ma avevo trovato anche un bel baretto con un biliardo. Rientro in stanza ed avevo un wi-fi che prendeva alla grande, in tutto c’erano 6 stanze, ma solo 3 erano occupate, nel mezzo c’era un piccolo atrio con un cane che ne faceva da padrone, era un rottweiler, ma buono come il pane, come mi vedeva mi faceva subito le feste. Insomma, mi serviva di stare qualche giorno fermo in un posto, per organizzarmi quello che avrei voluto fare e vedere, e avevo trovato prorpio il posto ideale, tanto che l’ho preso come base per tutta la mia permanenza nella R.D. Dopo 4 giorni di grandi tornei di Beach volley, abbondanti mangiate di carne alla griglia, quantità industriali di birre e partite a biliardo, era giunta l’ora di muoversi, direzione Bayahibe. Allora a Bayahibe oltre che per la spiaggia molto bella, il fascino del piccolo porto per le barche a vela, il pueblo molto picccolo e caratteristico, è meta di centinaia e centinaia di turisti che durante il giorno vengono in autobus da tutte le parti del paese per fare l’escursione sulla fantastica Isla Saona, per fortuna che al rientro dal tour ripredono il bus e se ne vanno, ma proprio perchè da quì partono tutti i tour, non è facile trovare una stanza a basso prezzo. Ci arrivo nel pomeriggio e trovo un buon deal per la stanza, 800 pesos a notte, si chiamava Hotel LLave del Mar. Volevo informarmi se c’erano ferry per l’isola, ma purtroppo solo barche private o tour, così mi son dovuto mettere a trovare un buon affare. Tutti partivano dai 45 USD tutto compreso. A me la spiaggia piaceva, così i primi giorni me ne sono andato tranquillo in spiaggia ed ogni volta che passavo vicino ai chioschi che organizzavano i tour, mi chiedevano sempre se volevo prenotare, io sorridevo e gli chiedevo il prezzo, come mi dicevano 45 gli rispondevo :”magari domani”. Ogni giorno che passava mi scalavano 5 USD, dopo 3 giorni senza chiedere mai lo sconto eravamo arrivati a 30 USD e comprendeva: andata in lancia e ritorno in catamarano, una fermata per fare snorkeling, bagno nelle piscine naturali , buffet e bibite incluse sull’isola Saona, più la vitamina. Partenza alle 9:30. Sulla spiaggia c’erano almeno 20/30 barche pronte per salpare, nella nostra lancia eravamo almeno 50 persone. Mi sembrava il tour che facevo quando ero guida turistica per le isole Phi-Phi in Tailandia, solo che stavolta il “turista” ero io. Dopo neanche 10 minuti di navigazione ci fermiamo per fare snorkeling, il posto non era un gran chè, nel senso che non era una barriera corallina o c’erano cose particolari da vedere, ma la visibilità era ottima, quindi era più che piacevole stare in acqua ed immergersi tra i pesci dai variegati colori. Poi ci siamo fermati nelle piscine naturali, non molto distanti dalla costa, si poteva nuotare tranquillamnete nell’acqua che ti arrivava massimo al bacino. Ma la tappa tanto attesa stava arrivando, già prima di approdare ammiravi e capivi la sua bellezza. Una spiaggia bellissima, una sabbia fine e soffice, palme ovunque, miriadi di palme di ogni grandezza, le più alte erano state piegate dal vento prendendo quella forma che ognuno di noi cerca nella propria spiaggia perfetta, l’acqua ti lasciava senza parole, temperatura ideale, colori bellissimi. Non c’erano grandi costruzioni, solo piccoli bungalow si intravedevano tra le palme e naturalmente le strutture dove servivano il buffet, veramente un posto paradisiaco, peccato per tutta quella gente, ma d’altronde si può andare a Roma e non visitare il Colosseo solamente perchè è turistico? bene, l’isola Saona va assolutamente vista. Non riuscivo a farmi il bagno ero strapreso a fare foto, ovunque mi spostavo con lo sguardo trovavo lo spot per la foto perfetta. Poi il divertimento a salire sulle palme che erano state piegate dal vento ed a provare ad arrivare più sù che si poteva, mi son fermato giusto per la fame. Il buffet non era un gran chè, niente aragosta per 30 USD, così ho mangiato qualcosa al volo e senza riprendere la camera in mano altrimenti avrei ricominciato a fare foto mi son buttato in acqua. Mi hanno convinto ad uscire dall’acqua solo quando mi hanno spiegato cos’era la vitamina. Il catamarano per tornare era molto meglio della lancia, più grande e ci si poteva muovere, anzi ballare, c’era musica e la vitamina, ossia rum e cola. Per fortuna che il viaggio di ritorno è durato solamente un’oretta, ne avrò bevuti 7/8. Come tornato a Bayahibe non sono neanche passato in stanza, mi son fermato direttamente al baretto al centro del Pueblo, dove una birra costava 75 pesos. Me ne sono fatte un paio chiacchierando con dei ragazzi che erano lì, poi barcollando sono andato direttamente a dormire. Sono rimasto un altro giorno a Bayahibe e poi sono rientrato a Boca Chica per organizzarmi la partenza per Samanà. Ma come arrivato trovo il diluvio. Ho dovuto aspettare un paio di giorni prima di andare a Samanà, ma io a Boca Chica ci stavo bene. Il tour per l’escursione nella zona di Samanà, un 3/4 ore da Boca Chica per visitare Salto El Limon, costava 60 USD, ma stavolta potevo raggiungere il posto con i mezzi e poi raggiungere la cascata a piedi. Il giorno seguente mi sveglio alle 7, il tempo prometteva bene, così alle 8 ero già sul primo bus che mi ha portato sulla strada principale per Samanà ( 60 pesos ) da lì un altro bus diretto per El Limon ( 400 pesos ) , ma io gli chiesi di farmi scendere al punto più vicino per raggiungere la cascata. Per raggiungerla c’erano parecchi sentieri, i tour organizzavano la gita a cavallo, io presi il sentiero Franklin, avrei raggiunto la cascata in 40 minuti. La camminata era in mezzo alla foresta, il sentiero aveva parecchi sali e scendi, anche se per la maggior parte del tempo si costeggiava il fiume. Camminando si intravedevano cascate minori, il suono dell’acqua creava la giusta atmosfera, poi sentii una fragore sempre più forte e mi accorsi che ero arrivato. La cascata era spettacolare, non aspettatevi di trovare qualcosa tipo le cascate dell’Iguazù, ma aveva il suo fascino. Alta un 40 metri, con una bella piscina che si formava sotto di essa, immersa completamente nel verde, più la guardavi e più ti veniva voglia di tuffarti e così feci. L’acqua era un pò freddina, ma dopo un paio di bracciate si stava bene. Per me ci sono due cose da fare in una cascata: saltare da qualche parte e arrivare dietro a dove cade l’aqua. Il primo non ho rischiato, il giorno prima aveva piovuto molto ed era molto fangoso ovunque, mi è bastato arrivare ad un 3/4 metri di altezza per lanciarmi. La seconda son riuscito a raggiungerlo con una piccola nuotata, l’acqua non scendeva in maniera estremamente forte, anche se mentre la oltrepassavi faceva sentire il suo peso. Naturalmente c’era parecchia gente, ma il posto non si affallova mai, tutti avevano una mezz’oretta di tempo e poi andavano al pueblo per il buffet, io ci rimasi un paio d’ore e per un 5 minuti son riuscito a godermela con giusto un paio di persone che erano lì. Alle 15:10 mi son dovuto far trovare in strada, proprio all’inizio del sentiero Franklin, da dove ero partito, per prendere l’ultimo bus che mi avrebbe riportato a Boca Chica. Stavolta il rientro è stato molto più lungo, ci ho messo quasi 5 ore, c’era molto traffico e il bus fece molte fermate. Il giorno seguente son tornato a Santo Domingo, giusto il tempo dell’ultimo saluto alla statua di Colombo e poi mi son diretto all’aeroporto. Destinazione GUADALUPE.

Comments:

post a comment