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Parto dall’Havana direzione Varadero. Dall’ Enzo backpackers bisognava raggiungere la strada Carlos 3°, prendere il bus P11 e fermarsi al semaforo dell’Alamar, da lì camiones per Santa Marta. Santa Marta è un piccolo pueblo distante un 2 km. dalla spiaggia, ma è un’ottima alternativa per risparmiare qualcosina, avevo trovato una casa particular carinissima per 10 cuc. Neanche il tempo di capire dov’ero, che mi metto il costume e mi diriggo subito in strada, direzione spiaggia. C’era una fermata del bus prorpio lì vicino, che con 1 peso ti portava a destinazione, dovevo solo scegliere la fermata dove scendere e diriggermi in spiaggia. Mi fermo nel centro del lungo stradone, cammino 50 metri ed i piedi affondano già nella soffice sabbia bianca. Non me l’aspettavo così bella. Da sinistra a destra un lunghissimo bagnoasciuga, a tratti la spiaggia era occupata dagli ombrelloni e dai lettini degli hotel, ma se camminavi un pò riuscivi a trovare un tuo spazietto per startene un pò da solo. Mentre camminavo per raggiungere un’estremità dove non c’era nessuno, ammiravo il colore di quell’acqua, era cristallina, oserei dire trasparente. Non ce l’ho fatta a continuare a camminare, ho posato tutto e mi son buttato. Per dirla tutta ero rimasto un pò deluso dalle spiagge Cubane, sarà un pò per sfortuna, perchè essendoci centinaia di spiagge non è che ho potuto visitarle tutte, anche se le spiagge che avevo visitato mi erano state raccomandate di essere tra le più belle, comunque non mi avevano colpito più di tanto, ma questa aveva finalmente eguagliato le mie aspettative. Era veramente fantastica, sarò rimasto a mollo per un paio d’ore, ho nuotato fino a che la profondità arrivasse ai 5 metri e poi mi son divertito ad immergermi ed a toccare il fondo provando a restare più tempo possibile sott’acqua, anche senza maschera avevo una visibilità incredibile. Ero arrivato in spiaggia che erano già le 14, tra un bagno e un pò di sole, che prendevo disteso sul pareo, si erano fatte le 17, vedevo che il sole cominciava a calare, così ho cominciato a camminare verso di esso. Con le cuffiette all’orecchio, da un lato un tratto di sabbia bianca arricchito da palme, dall’altro lato quella meraviglia che non sò più come descriverla, di fronte a me quell’immensa palla rossa che cominciava a scomparire regalandomi un tramonto fantastico, non era solo una bella vista, era un quadro veramente ben disegnato. Ancora con il sorriso sulle labbra decido di tornare a Santa Marta a piedi, e me la cavo con una camminata di una mezz’oretta. Mangio qualcosina in un piccolo chioschetto prima di rientrare a casa, ero stanchissimo e così mi butto a letto. Sono stato 3 notti a Varadero, e a parte la sera di Capodanno che l’ho festeggiata fumandomi un ottimo sigaro cubano e bevendomi un paio di birre aspettando la mezzanotte, sdraiato sulla spiaggia a guardare il cielo stellato, il resto del tempo l’ho passato in spiaggia, dalle 9 del mattino fino a dopo il tramonto. Avevo trovato il mio spot ideale, dove non c’era mai nessuno. Durante le ore più calde mi sdraiavo sotto l’ombra di una palma e ammiravo i pellicani ( almeno penso che erano pellicani) che, trascinati dal vento scendevano in picchiata, immergendosi totalmente nell’acqua per poi riuscire fuori con un pesce, che si capiva che era stato preso dal movimento che facevano con il collo per mandarlo giù. L’ora migliore era dopo le 16, quando il calore del sole cominciava ad affievolirsi e rimanevo a lucertola fino ad esaurimento, ho preso il colore tipo nero marocchino e son stato così tanto tempo in acqua che mi sono uscite le squame. E pensare che all’inizio non volevo neanche venirci a Varadero, un consiglio? in effetti è un posto molto turistico, ma vale veramente la pena visitarlo, almeno per gli amanti delle belle spiagge. Anche se di Cuba mi rimarrà nel cuore la sua storia e la splendida cultura che lo caratterizza. Domani si parte per la JAMAICA.

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