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Da Vinales siamo dovuti prima rientrare all’Havana e poi camiones per Santa Clara. Viaggio tranquillo, ci arriviamo verso le 18, e trovare una casa particulare è stato semplicissimo. Optiamo per il centro, vicino il parco Vidal, per 10 cuc a notte. Santa Clara è una piccola cittadina, non c’è tanto da visitare, la vita notturna è abbastanza viva, specialmente il sabato sera, dove il parco Vidal si riempe di giovani, ed una volta fatta partire un pò di musica c’è festa dappertutto. Siamo prima andati a mangiare in un ristorantino consigliatoci dal proprietario della casa, ristorante Il Sol, un ristorantino carinissimo con una terrazzeta veramente bella, il cibo ottimo ed abbondante, i prezzi anche meglio. Poi un giretto tra le viuzze, fermandoci quà e là nei piccoli baretti per un rum e cola, ma senza far tardi, alle 22 eravamo già a nanna. Il giorno seguente volevamo uscire presto per visitare il mausoleo del Chè, ma abbiamo dato una mano al proprietario della casa a sistemare dei calcinacci, poverino, da solo ci avrebbe messo un’ intera giornata, con il nostro aiuto a mezzogiorno era tutto finito, scappatella al Sol per rifocillarci e via diretti al luogo per il quale eravamo venuti fino a Santa Clara. Ci arriviamo con una camminata di dieci minuti dal Parco Vidal. La statua del Dottor Cheguevara si ergeva su di un piedistallo alto una decina di metri dove c’era inciso.” HASTA LA VICTORIA SIEMPRE”. veniva rappresentato in una delle sue classiche pose viste su foto e manifesti, con il cappello ed il fucile in mano, ai lati c’erano dei muretti con le incisioni delle varie battaglie e la lettera che il Chè scrisse a Fidel quando lasciò Cuba nel ’65 per il Congo. Davanti al mausoleo fu combattuta una famosa battaglia, dove il 28 Dicembre del ’58 si ribaltò il regime Baptista. Lì ci siamo seduti per un paio d’ore, ad immaginare quel lontano giorno e ad ammirare la statua del Chè, colui, che per molti di noi, è stato il Rivoluzionario per eccellenza. Avevamo portato il nostro saluto al Comandante, così il giorno seguente con il camiones, ci siamo diretti per Trinidad, oramai viaggiare in Camiones era diventato una normalità per noi. Come arrivati classica routine per trovare la casa, ne troviamo una vicina alla piazza centrale, sempre per 10 cuc. Trinidad mi è subito piaciuta. Piccola, una delle città più antiche di Cuba, con piccole stradine fatte in ciottoli, salite e discese che portavano tutte alla piazza principale, la piazza Majores, caratterizzata da una bella scalinata, dove bar che vendevano mojitos e pinacolada ne facevano da padroni. Era il punto di incontro di turisti e viaggiatori. Mohammed rimane lì a bere e a far conoscenza, io ne approfitto e ascoltando musica mi immergo per le viuzze della città. Rimango affascinato da quei scorci che catturo nel mio obiettivo, per le stradine incontro un gruppetto di bambini che giocavano a pallone usando due pietre come pali per le porte, mi sembrava di vedere me ed i miei amici 30 anni fà, oramai si vedono solo bambini con gli occhi attaccati ai tablet o di qualche anno in più catturati da FB o Whatsapp. Quando si stava facendo notte ho fatto le ultime foto con i colori che il tramonto mi stava regalando e poi sono tornato in piazza Majores, dove Mohammed mi stava aspettando. Facciamo conoscenza con un paio di ragazze, ed insieme andiamo a mangiare in un ristorantino tipico, anche abbastanza turistico e caro per il mio budget 10 cuc a pasto, ma era carino, con musica dal vivo e la compagnia era piacevole. Dopo cena andiamo tutti a festeggiare al centro, ci riempiamo di cubalibre e passiamo una piacevole serata insieme ad altri ragazzi con la quale avevamo fatto amicizia tra un drink e l’altro, senza neanche accorgesene avevamo formato un gruppetto di una ventina di persone, tutti parlavano con tutti, quando guardo l’ora erano le 3, e per dirla tutta cominciavo anche ad essere un po alticcio, così me ne andai a nanna. Il giorno seguente ce ne siamo andati a playa Ancon, l’unico modo per arrivarci era in bicicletta, la quale te l’affittavano per 5 cuc o in taxi per 4 cuc andata e ritorno, visto che ci eravamo svegliati con un leggero mal di testa abbiamo optato per il taxi. La spiaggia devo dire che era carina, niente di paradisiaco, ma pulita, acqua cristallina e non molto affollata, era anche una bella giornata, così tra un bagno ed un pò di sole devo dire che siamo stati veramente bene. Rientriamo in città, e la sera stessa routine, stesso numero di cubalibre, ma conoscendo gente diversa, e di nuovo alle 3 siamo tornati a casa. Sarei rimasto volentieri un giorno in più, Trinidad mi piaceva, ma un’altra serata come le due precedenti non so se l’avrei retta, così il giorno seguente io e Mohamed ci salutiamo con un grande abbraccio, lui sarebbe tornato all’Havana ed io diretto verso Santiago de Cuba.

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