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Prima tappa Bahamas. Il biglietto di solo andata l’avevo pagato 360 Euro, con tre ore di scalo a Stoccolma e 17 ore a Orlando, arrivo all’aeroporto di Nassau alle 16:00. Per le prime 2 notti avevo scelto il Bahasea Backpackers, un po’ fuori il mio budget, ma la posizione era ottima. Come esco dall’aeroporto con i due zaini sulle spalle realizzo che il viaggio era finalmente cominciato. Neanche mi interesso dei taxisti che mi si avvicinavano e mi dirigo dritto in strada. Vedo un ragazzo che lavorava nel parcheggio e gli chiedo se mi poteva indicare la strada verso il mare, come allunga il braccio per indicarmela lo ringrazio e mi metto in marcia, d’altronde sapevo che più o meno sarebbe stata un’ora e mezza di cammino. Per metà del percorso ho costeggiato il mare, stupendo a quell’ora, il sole stava calando e piano piano il cielo cominciava a dipingersi di rosso, incontravo piccole baie, con una sabbia chiarissima ed un’acqua cristallina, tamburellavo con le dita lo zaino frontale in ritmo con la musica che stavo ascoltando, ero stracontento di essere tornato on the road again. Arrivo all’ostello qualche minuto prima che cominciasse a far notte, la scelta era stata fantastica, nel cuore di Cable beach, l’ostello era proprio sul mare, con vicino una spiaggetta da favola, mai pagato così tanto per un letto in dormitorio, 39 USD per notte,( anche perché era il secondo più economico, l’altro costava 26 euro a notte, ma situato ad un paio di km. dalla spiaggia) ma mai stato così contento per la scelta. L’ostello aveva ampi spazi comuni, interni ed esterni, grandi terrazze con un paio di piccole piscine ed un piccolo bar, ma il top era la vista. Come sistemo gli zaini, esco in terrazza e chiacchierando con chi era già lì da qualche giorno chiedo info per qualche bella spiaggia da visitare, e chiedo anche se conoscessero un posto qui vicino per mangiare un boccone, mi consigliano il Chippi’s, dove ho mangiato un discreto fish and chips, e qui ho avuto la prima conferma di quanto questo posto potesse essere caro. Il mattino seguente sveglia spontanea alle 7, sono andato al Grocery store per comprarmi la colazione da cucinare all’ostello, i prezzi erano incredibili, sono tornato con  18 uova e pane in cassetta spendendo 10 USD. Una volta capito che dovevo fare attenzione al budget, prendo il bus numero 12, 1.25 USD direzione Nirvana beach. Una bella spiaggia, non molto grande e poco frequentata, mi rilasso qualche minuto sul pareo e poi mi butto in acqua, ci sarò rimasto per più di un’ora, poi non completamente soddisfatto, prendo maschera e boccaglio e di nuovo in acqua. Per essere sincero sott’acqua non c’era molto da vedere, quindi poco dopo riesco per asciugarmi. Senza essermene accorto si era già fatta l’una, così mi avvicino all’unico snack bar della spiaggia, un petto di pollo alla griglia con un po’ d’insalata 17 dollaroni, più tasse e mancia 22 in totale, eh sì l’unica soluzione era di mangiare il più possibile all’ostello. Comunque tra un bagno, un po’ di sole e qualche chiacchiera con una simpatica famigliola di italiani conosciuti in spiaggia si fa l’ora del rientro ed è sempre il bus n°12 a riportarmi a casa. La sera si stava in ostello a chiacchierare con gli altri ragazzi ed a condividere le proprie esperienze e consigli utili, Nirvana beach mi era piaciuta ma dalle Bahamas mi aspettavo di meglio, eccomi così l’indomani ad organizzare l’uscita per Jaws beach, dove avevano girato parte delle scene del film Lo Squalo. E’ sempre il bus N°12 a portarmici, per 2.50 USD ma fino all’ultima fermata, da lì mancavano ancora 5/6 km. per arrivarci o davi 10 dollari in più all’autista o provavi a fare autostop, quest’ultima è stata la mia scelta e come sceso vengo subito caricato su un pickup che in 5 minuti mi fa raggiungere la spiaggia. Ora sì che stavo guardando qualcosa di veramente spettacolare. Erano ancora le 9 e non c’era nessuno, la spiaggia era piccolina, la sabbia finissima e l’acqua trasparente per poi cambiar colore in base alla profondità, con il riflesso del sole brillava come un diamante, sono entrato in acqua e non volevo più uscire, ci sarò rimasto almeno un paio d’ore, poi mi sono seduto sul bagno asciuga e mi son messo ad ammirare quel piccolo pezzo di paradiso. Stavolta per fortuna mi ero portato un paio di mele con me, perché la spiaggia era deserta, nessun snack bar o posto di ristoro. Dalla spiaggia, si poteva raggiungere con una camminata di 20 minuti il Clifton point, da dove si poteva vedere il tramonto, così aspetto le 16:30 e poi mi incammino. Allora, bello perché un tramonto è sempre bello e poi ero solo davanti a quel panorama incantevole, è stato un touch down perfetto, però spero di vederne di migliori. CONTINUA…

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