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Raggiungo Sucre via terra dal Paraguay, Asuncion, un viaggio in autobus interminabile ma con il suo fascino. Dopo 3 giorni  mi ero già innamorato di questo paese. La mattina facevo colazione con un insalata di frutta annaffiata con un frullato ai frutti di bosco ed accompagnata con un succo di Mango fresco, tutto al costo di 10 Bolivianos, un euro erano 11 Bolivianos, la stanza nell’ ostello me ne costava 25, con questi prezzi ci stavo alla grande. Una mattina sono andato a visitare il Castillo De La Glorieta, situato a 5 km. dal centro di Sucre. li ho conosciuto un Peruviano in viaggio che mi consigliò di andare a mangiare al Comedor, ossia dove tutti i Boliviani mangiavano. Era situato al secondo piano del mercato centrale, era come essere in una grande mensa piena di pile, piloni di zuppe, carne e verdure varie e tutti che mangiavano seduti su panche di legno o in piedi o su degli appoggi creati nelle vicinanze delle enormi padelle, si era così attaccati gli uni con gli altri che sembrava di conoscerci già da tempo, naturalmente cucina tipica, sapori forti ma estremamente buoni, non dimenticherò mai quel bollito. Nel pomeriggio giravo tra le viuzze della città, aggirandomi tra i negozietti di argenteria o manufatti tipici, ho camminato per largo e per lungo, ero affascinato da quel paesaggio e dalla bontà della gente locale. Dopodiché mi sono diretto a Potosì, la città più alta al mondo, 4060m. Città antica e molto carina, tutta arroccata sulle Ande, per fortuna era piccola da girare. L’avevo raggiunta con i Camiones, dei grandi camion che si fermano ovunque li incontravi per la strada, ti caricavano dietro, dove c’era altra gente che trasportava di tutto, fascioni di erbe, animali, mobili, mi era capitato di tutto al mio turno, anche un uomo con pesantissimi contenitori pieni di formaggio, però spendendo un niente e godendomi il paesaggio arrampicandomi sui bordi alti del camion. Le cose principali da fare a Potosì sono due: visitare le miniere, le quali da sole estraevano il 50% dell’argento nel mondo ed i bagni termali naturali. Dopo aver passato la notte in un tranquillo ostello vicino al centro, sveglia alle sette e via a prendere il Micro per Miraflores, una volta lì, bisognava seguire un percorso di 2 km. per arrivare in cima, per fortuna che incontro un ragazzo che doveva andare alla laguna e seguendolo attraversiamo direttamente la montagna ed in meno di 10 minuti siamo in cima, quello che trovo è uno spettacolo della natura. Una laguna vulcanica con acqua che raggiungeva i 30°,  al centro anche i 35° a 3.700 metri di altitudine, qualcosa di meraviglioso. Dopo un’oretta che ero solo arriva il guardiano, dicendomi che ad un paio di metri di profondità sulla costa del vulcano si poteva trovare dell’argilla da cospargermi sul corpo per poi farla seccare e buttarsi in acqua, dopo 20 minuti sembravo il mostro della laguna, sarò stato tutto il giorno in acqua, era qualcosa di fantastico, il solo stare nell’acqua al centro di un vulcano profondo chissà quanto, circondato dalla meravigliosa cornice delle Ande ed il tutto offuscato dal calore che saliva dalla laguna, veramente un posto speciale. Il giorno seguente si va alle miniere, anche se amo il “fai da te” qui sono dovuto andarci con delle guide locali, prima abbiamo cominciato con la vestizione e poi via in miniera. Abbiamo camminato una trentina di minuti incontrando minatori che spingevano pesanti carrelli pieni di pietre, altri che con martelli pneumatici bucavano per ricavare minerali dalle pietre ed ammirando bellissimi cuniculi che si aprivano ai lati del cunicolo principale. Ci siamo arrampicati sulle rocce, passando su pale di legno che facevano da ponte tra una roccia e l’altra a 8 metri di altezza, abbiamo visto esplodere la dinamite, insomma una giornata piena di esperienze ed adrenalina. Al rientro ho preso l’autobus per Uyuni, ci arrivo all’una di notte. Allora può sembrar strano  che all’una di notte come scendi dall’autobus c’è qualcuno che ti accoglie chiedendoti se hai bisogno di informazione per un tour nel Salar De Uyuni, ma e così, questa piccola città in mezzo al bel niente è il punto di partenza per la visita ad una delle meraviglie naturali più belle al mondo e naturalmente il turismo si basa su questo tour e loro sapendo gli orari di arrivo dei bus ti aspettano per proporti il tour nella loro agenzia. Il costo era di 650 Bolivianos, visto che eravamo i primi del gruppo eravamo riusciti a pagarlo 500, una volta raggiunte le 6 persone il tour era al completo. Tito era il conducente della Jeep, subito dopo la partenza eravamo già immersi in una distesa senza fine, dopo aver attraversato Isla Incahusi eccoci nel deserto di sale più grande al mondo, un immensa distesa bianca senza fine, con il sole che lo si prendeva dall’alto e di riflesso dal basso, di giorno si raggiungevano temperature molto calde con una paurosa escursione termica di almeno 40° di notte. Il giorno lo passammo a giocare un po’ con il gioco della prospettiva delle immagini date dalla distesa bianca dove ne uscirono foto divertentissime, ed alla visita della Laguna Colorada, c’erano Flamengos ovunque. Verso le 17:00 arriviamo nell’ostello, anche questo fatto di sale, dai mattoni ai tavolini per mangiare. ai letti per dormire, anche il pavimento era fatto da strati di sale… che figata!!! Come arrivati Tito ci ha preparato la cena e dopo una breve chiacchiera di gruppo siamo andati a dormire. Il giorno seguente visitammo: le rocce di Dalì, la Montagna Colorada e le altre Lagune sparse lungo il tragitto, tutte ricoperte da spettacolari colori. La seconda notte è stata tremenda stavamo a 5.000 metri di altitudine e verso notte faceva un freddo cane ci svegliammo alle 4:00 per andare a visitare i Geyser, che spettacolo… dal terreno usciva vapore caldo, usciva vapore ovunque intorno a noi e vedendo il sole che cominciava ad affacciarsi ci siamo diretti ad una piscina naturale di acqua a 35/40° a 4.850m. minchia una volta entrato non volevo più uscire, ma una volta uscito il sole è stato tutto più semplice. Doipo il bel bagno visita alla Laguna Verde e dopo diretti a Hito Camiones dove ci aspettava il bus per San Pedro De Atacama, un’oasi deserta nel Cile. Continua………

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